[221]. Ogniqualvolta mi avverrà di riportare alcun passo del Libro imperiale sappiasi che cito, non dalle stampe, ma da codici di Venezia, di Firenze e di Roma. Tolgo il passo recato nel testo dal cod. Marciano ital. cl. XI, CXXVI, f. 98 v.
[222]. Il cod. ha: di tondo di giro e choltre; il cod. Laurenziano pi. LXIII, 21: ritondo di giro d'uno miglio.
[223]. Meglio il cod. Laurenz.: dieci entrate.
[224]. Il Cod. Laurenz. ha chucine.
[225]. Il Cod. Laurenz.: della follia.
[226]. Intendi le terme di Diocleziano.
[227]. Leggi Traspontina.
[228]. Collectanea, Op., ed. di Colonia, 1612, t. III, col. 483. Cf. Du Cange, Glossarium mediae et infimae latinitatis, s. v. Coliseum. Beda scrive propriamente Colysaeus, ma è questa senza dubbio una forma corrotta, sebbene popolare. Benedetto canonico ha Coloseum, e Coloseum la Graphia. Nei varii testi dei Mirabilia, e qua e là per gli scrittori, si trova Colosseum, Coliseum, Colliseum, Coliseus, ecc.
[229]. De vitis Pontificum, ed. di Venezia, 1729, p. 50, col. 2ª. Qui si legge Colloseum.
[230]. Plinio, Hist. Nat., XXXIV, 18: «Moles quippe excogitatas videmus statuarum, quas colosseas vocant, turribus pares».