[456]. V. oltre alla trattazione del Massmann nel terzo volume della edizione da lui procurata, Welzhofer, Untersuchungen über die deutsche Kaiserchronik, Monaco, 1874, e Gervinus, Geschichte der deutschen Dichtung, Vª ed., v. I, p. 268-82.
[457]. V. Massmann, op. cit., v. III, p. 103-13; Faus, Versuch über J. Enikels Universalchronik, St.-Neresheim, 1793.
[458]. V. Massmann, op. cit., v. III, p. 95-103, Vilmar, Die zwei Recensionen und die Handschriftenfamilien der Weltchronik Rudolfs von Ems, Marburg, 1839.
[459]. Pubblicata da Leone del Prete, Lucca, 1858.
[460]. Pubblicate dal Ceruti nella Scelta di curiosità letterarie, disp. CLVIII, Bologna, 1878.
[461]. Della Historia Imperialis tuttora inedita conosco due manoscritti, l'uno, bellissimo della Vallicelliana in Roma, segnato D, 13, l'altro della Chigiana, mutilo in principio ed in fine, segnato I, VII, 259. Un terzo, che non conosco, ma che sembra essere il migliore, si conserva nella Capitolare di Verona, segnato CCIV, 189. L'opera dovette essere compiuta non molto dopo il 1316, secondo appare da queste parole dell'autore che tengon dietro alla storia di Teofilo: «Fateor verum in Christo ego Iohannes servus Christi ultimus levitarum compilator presentis operis quod nocte precedente scripturam huius rei de Theophylo sub anno domini Mº CCC VIº. die XXIIIº novembris quo celebratur festum beatis Clementis pape et martiris nocte precedente dum in strato positus hora qua pulsabatur prima campana matutini sancte veronensis ecclesie nec plene vigilanti nec plene dormienti apparuit mihi demon in specie iuvenis ore sereno facie iocunda venusto corpore vestibus preciosis indutus». Vedi intorno a Giovanni da Verona, Maffei, Opuscoli ecclesiastici in appendice alla Istoria teologica, Trento, 1842, p. 242-6, e tre lettere del Tartarotti che si hanno tutte insieme nelle sue Memorie antiche di Rovereto, Venezia 1754, p. 131-86.
[462]. Il Libro Imperiale fu probabilmente composto poco dopo i tempi di Enrico VII di Lussemburgo, come si può argomentare dal fatto che solamente sino a costui giunge, nella più parte dei manoscritti, la serie degl'imperatori. Se ne fecero, sino dai primi tempi della stampa, parecchie edizioni, circa le quali V. Zambrini, Le opere volgari a stampa dei secoli XIII, e XIV, IVª ed., col. 607-8. Una ristampa, condotta secondo le norme della buona critica, è da desiderare. Dell'autore di questo libro non si conosce con sicurezza il nome. Alcuni codici non recan nome di sorta, altri nel recarlo discordano. Nel cod. d, I, 4 della Casanatense si ha Can* o Cam* dal Chastello, e Cam da Castello nel cod. Parmense 710, scritto a Napoli nel 1471. Nel cod. Laurenziano pl. XLIII, 21, dei primi del XVI secolo, l'autore è Chanbio da Chastello; nei codd. della Nazionale di Firenze II, IV, 279, II, IV, 281, e nel Marciano ital. cl. XI, CXXVI, l'autore è Giovanni de' Bonsignori. La divisione in quattro libri, e le rubriche dei capitoli fanno molto spesso difetto. È nota la relazione dell'Urbano, attribuito al Boccaccio, con la storia di Selvaggio, narrata nel Libro Imperiale. Il Landau (Giovanni Boccaccio, sein Leben und seine Werke, Stoccarda, 1877, p. 244-6) e il Koerting (Boccaccio's Leben und Werke, Lipsia, 1880, p. 684-5) giudicano l'Urbano opera del Boccaccio, e credo sia questa la più fondata opinione; ma cade in errore il Landau quando dice la prima edizione del Libro Imperiale essere quella di Venezia del 1510. La Fiorita di Armannino Giudice giunge sino a Giulio Cesare, ma non ne contiene tutta la storia. (V. sulla Fiorita un diligente scritto di G. Mazzatinti nel Giornale di Filologia romanza, t. III, p. 1-55).
[463]. Il Liber Augustalis nei codici è attribuito, ora a Benvenuto da Imola, ora al Petrarca. Sotto il nome di Benvenuto da Imola fu pubblicato a Strasburgo nel 1505, e nel v. II degli Scriptores del Freher; in calce alle opere del Petrarca fu stampato a Venezia nel 1501. Il cod. Vatic. Ottob. 1467 lo attribuisce a un Bonaventura. Esso si trova dedicato al marchese Niccolò d'Este, a Mattia re di Ungheria e di Boemia, ad altri. Giovanni Stella lo stampò sfacciatamente sotto suo nome in Venezia nel 1503, dedicandolo ad Alvise Trevisan.
[464]. V. 1233. Così ancora in Heinrich von München.
[465]. V. 1138-1230. Così ancora Enenkel ed altri.