Aparecchiati che ebbono gli Romani gli trionfi, Cessare si misse uno vestimento porporeo vermiglio tutto, hornato di margherite, e in chapo si misse una chorona di foglie d'alloro a chapo schoperto. Apresso salse in sun un charro tutto lavorato e messo ad oro, menato da quattro destrieri bianchi. Dinanzi andavano tutt'i ballatori, armeggiatori, et ongni giente festa faceva con infiniti stormenti[518]. Apresso al charro andavano tutti gli uficiali di Roma cho' luminari in mano, e dall'altro lato andavano donne e giovane faciendo festa. Drieto a lui venivano tutti li principi et baroni ch'erano stati presi nelli assedi et nelle battaglie. Et chosì andando tennono verso el Chuliseo, dove scese del charro et entrò dentro chon molta riverenzia ringraziando gl'iddii di tanta vittoria. Apresso donò alli sacierdoti quello chavallo chol quale avea senpre chonbattuto, el quale fu chosa mostruosa, perchè aveva nel chapo uno chorno chol quale senpre feriva gli nimici, ed avea due chode e fu di pelo baio[519]. Poi donò ai sacerdoti, ricevendo in onore degli iddii tutt'i prigioni. Apresso, fatto solenne sagrificio rimontò nel charro, e passò sotto all'archo trionfale, lo quale aveva fatto fare el popolo in onore di Ciessare, ed era tra Palagio maggiore e 'l Chuliseo. Passato ch'ebbe l'archo disse Ciessare di sua bocha: Delli due triunfi neghati siamo all'uno; chome volessi dire: morti sono choloro che mi negharono l'onore dell'acquisto di Francia. Andando in Chanpidoglio siedè nella sieda de' dittatori, et quivi per quella notte alberghò: lo giorno all'alba tornò alle sue proprie abitazione.

Del sechondo trionfo chominciando alla Minerva. Cap. 10.

Lo sichundo triunfo fu per la vittoria di Tesaglia, et questo fu a tre dì apresso al primo[520]. El quale s'aparecchiò alla Minerva, dove andando Cessare, e pontefici el choronaro per brivilegio di chorona d'alloro, et missogli in dosso un vestimento biancho d'un drappo turchiesco, in abito pontifichale: poi salì Cessare in uno destriere, el quale rechava e sachrifici al tenpio, nel quale non era lecito a niuno salire. Questo era choperto di porpora vermiglia. Apresso e sacerdoti portavano sopra il chapo uno padiglione di seta vermiglia, et cholle luminare de' sacrifici, et cho' sopradetti honori andarono in Chanpidoglio; et al salire di Chanpidoglio disse Cessare queste parole: Honore di chocente travaglio; chome volessi dire: ho Roma, di che mi fai honore? della terra choperta nel chanpo di Tesaglia della charne et del sangue de' tua et de' mia cittadini? Apresso siedè nella sedia[521] de' chonsoli, e tornò alle sue abitazioni.

Del terzo trionfo chominciando alle sua abitazioni. Cap. 11.

Et presso alli cinque dì seghuenti ebbe et el terzo trionfo pella vittoria di Linbia. Pre questo si levò dalla sua chasa, e fu in questo modo. Quattro chavagli portavano una sedia tutta lavorata ad oro, nella quale sedeva Cessare vestito d'uno palio ad oro di nobile lavoro. Sopra el chapo gli portava uno chavaliere uno stendardo tutto ad oro, con una aquila nera, sotto la quale insengna aveva avute sue vittorie; et chosì cho molti stormenti, et achonpangnato da tutti e chavalieri di Roma andò in Chanpidoglio, dove, chome[522] giunse, siedè nella sedia de' sanatori, la quale dengnamente avea aquistata per lo re Giubba ch'era cittadino di Roma, et in quello anno chiamato senatore; et levandosi disse di sua bocha: Grande fu la potenzia de' mia chome la torre. Questo volle dire richordandosi di quelli alifanti, e quali assenbrò lo re Giubba a Chartagine, che per lo 'ngegno de' sua chavalieri furono tutti spaventati.

Del quarto trionfo ch'ebbe Ciessare chominciando a Panteone. Cap. 12.

El quarto trionfo fu dì sei dopo il terzo, et questo si chominciò al tenpio del Panteon, dov'era l'orrigine di tutti gl'iddii. Oggi si chiama santa Maria Ritonda. Cessare salì in un charro d'avorio intagliato cholle storie troiane, e tirato da quattro alifanti tutti choperti di chandido ermellino, e 'ndosso avea uno vestimento ad agho lavorato chon grande maraviglia, lo quale avea fatto la reina Ames per amore che portava a Cessare. Et andando a Chanpidoglio colli sopradetti honori, et cholle chorone dell'alloro in chapo, nel salire di Chanpidoglio disse queste parole: Andai, viddi et vinsi. Questo disse perchè grande maraviglia gli parve, perchè lo re Farnacie con tutti gli Ermini furono vinti in meno di quattro hore. In questo quarto trionfo siedè nella sedia de' dittatori, perchè li pretori aveno scritto a Farnace chonfortandolo contro a di Cessare.

Del quinto et ultimo triunfo inchominciato in Cha[n]po di marzo. C. 13.

Lo quinto et ultimo trionfo si chominciò in Cha[n]po di marzo, perchè nel detto luogho Ponpeo avea più volte neghato a Cessare il trionfo. Quivi salse in un charro choperto di porpora, choperto d'un gram padiglione ad oro con aquile nere, ed intorno al padiglione pendevano molte charte bianche. Nel mezo n'era una a lettere d'oro, la quale dicieva: chomanda, et chome singnore sarai ubbidito; et chon gli detti honori andò in Chanpidoglio; ed al passare della strada Apia di Chanpidoglio gli fu messo sotto el charro, lo quale tirava correnti destrieri, uno giughante, el quale avea presso Cessare nelli stormi, el quale morì del peso del charro. Giunto in Chanpidoglio siedè nella sedia inperiale. Et usanza era in Roma che quando alchuno ricevea trionfo hogni persona gli potea dire quanta villania voleva, et questo si facieva perchè niuno si levassi in superbia. Per tema niuno ardiva questo dire a Cessare; ma uno si levò et disse: Iddio ti salvi, reyna. Questo disse perchè Nichodemo re di Belchime[523] lo tenne, quando era giovane, chome moglie. Di questo Cessare si rise. Allora gli fu posta la chorona inperiale a dargli ad intendere ch'egli era singnore de Roma et de' chomuni del mondo. Et allora chominciorono a trovare per lui quello parlare che dicie vos, che insino a quel dì giammai e Romani non arebbon detto a persona altro che tu; hora inchominciorono a dire chon Cessare vos. Poi lo stabilirono a tutti gli ufici et feciono gienerale singnore Cessare del tutto, et chome a singnore gli portavano riverenza, dimentichando ogni loro fatto passato; et in questa quinta sedia tenne l'onore de' tribuni, sicchè Cessare honnia erat, et ongni honore et ongni singnoria ricevette[524].

Fatto imperatore, Cesare riforma le leggi, gli ordinamenti, i costumi, edifica, apre strade[525] e porti, tutto governa, a tutto provvede. Dice Armannino Giudice che Cesare fermò la gerarchia dei re, duchi, marchesi, conti, principi, cattani e valvassori[526]. Che il mese di luglio prese il nome da lui non si dimentica[527]; ma la gloria militare offuscò alquanto la gloria letteraria del gran capitano. Benchè conosciuti, i Commentarii non sono tra i libri più frequentemente citati nel medio evo.