Bruto e Cassio, uccisori, come si diceva, per invidia, ne vanno durante tutto il medio evo coperti d'infamia. Guiraut de Calanson li considera come traditori del loro signore; nel Fioretto di Croniche degli imperadori si dice che essi per astio e per invidia uccisero Cesare a grande tradizione in sul palazzo del Campidoglio dove si teneva la ragione. Dante li condanna alla pena più fiera insieme con Giuda Iscariotto, nell'ultimo fondo dell'inferno[594]. In un poemetto in terza rima di Manetto Ciaccheri su tutti i traditori del mondo è la seguente terzina[595]:

Conobbi cierto che questo era Bruto,

Che vedova fe' Roma del suo figlio,

Iniquo traditore e disoluto.

Perchè la riputazione di Bruto e di Cassio si risollevi alquanto bisogna aspettare il Rinascimento: nel Trionfo della Fama[596] il Petrarca trova luogo ai due Bruti.

Della famiglia di Giulio Cesare poco si parla. Il Libro Imperiale ricorda ch'egli amò Cleopatra ed ebbe un figliuolo da lei. «Ma Chreopatra amò egli sopra tutte l'altre, la quale egli fece venire a Roma, e tennela gran tempo, et di lei ebbe un figliuolo che si chiamò Ceserano (altrove Cesario); poi la rimandò in Egitto chon grandissimi doni. Cessare fu molto lussurioso, e pocho innanzi che egli morisse avea fatto una legge che ongni uomo et donna fusse lecito a usare charnalità per cresciere et multiplichare il popolo, et questo faceva per levare da se el biasimo magio»[597]. Di questi amori con Cleopatra Giovanni di Tuim narra molto diffusamente; ma non è da esso per certo che attinge l'autore del Libro Imperiale. In Germania si diede a Cesare una sorella per nome Germana. Giovanni d'Outremeuse nomina Evia sua moglie, e Felibia sua figliuola, quella che fece la burla del canestro a Virgilio. Nell'Huon de Bordeaux[598] Giulio Cesare sposa la fata Morgana, sorella di Artù, e diventa padre del nano Oberon. In alcuni romanzi in prosa derivati dall'Huon de Bordeaux Oberon nasce dalla Signora dell'Isola Nascosta, cioè dell'isola di Cefalonia, la quale Signora aveva ricevuto Giulio Cesare e se n'era innamorata. Nel Prologo di quel poema Giulio Cesare è fatto figliuolo di Cesario, imperatore di Roma, e di Brunehaut, figliuola di Giuda Maccabeo e regina delle fate. Nella Saga islandese di Helis, il Cavaliere del Cigno, questi è detto figliuolo di Giulio Cesare, e figliuolo di Giulio Cesare è il buon cavaliere Tronc nel romanzo d'Isaie le Triste, e persino San Giorgio. Abbiamo veduto i Colonnesi ed altre famiglie illustri di Roma gloriarsi di discendere da Giulio Cesare: nella storia francese anonima, e nella versione italiana di essa, si dice che del suo lignaggio nacquero quattordici papi, diciannove imperatori, molti re, quaranta senatori, molti consoli. Il Fioretto di croniche degl'imperadori dice ventiquattro papi.

Giulio Cesare, che conquistò tutto il mondo, que tot lo mon conques, come dice il trovatore Bertran de Paris, è agli occhi degli uomini del medio evo la più grande e nobile personificazione della potenza. Jacot de Forest, giunto in fine del suo poema, esclama:

Ensi fu emperere Cesar li combatanz

Et si fu dedenz Rome à son vouloir regnanz;

Si fu plus que nuls homs en ce siecle puissanz