Pag. 257. — La letteratura popolare olandese possiede un curioso libretto, intitolato De schoone historie van Julius Caesar en de Romeynen, del quale non sarà qui fuor di luogo il dare un cenno. Ne parla il Mone (Uebersicht der niederländischen Volks-Literatur älterer Zeit, p. 85-6) che ne dà per disteso il lunghissimo titolo. Egli non ne registra che una sola edizione, che è quella stessa posseduta da me (Tot Gend, by J. Begyn, s. a., in-8º, 80 pagg. a 2 col., in parte got., fig.), ma altre ce ne furono certamente, giacchè questa reca nel frontispizio: Van nieuws overzien en op vele plaetsen verbeterd. Fa da prefazione una breve Vita di Giulio Cesare, storica nella sostanza, e nella quale si dice che la susseguente narrazione è tratta, anzi tutto dai libri dello stesso Cesare, poi ancora da vecchie scritture conservate in chiostri e collegi. In una noterella è riportata la favola dell'estrazione dal ventre materno: «Julius was gesneden uyt zyns Moeders Lichaem naer haere dood, en daerom is hy Caesus genaemt, dat is Gesneden, maer maermals noemde men hem Caesar, en naer hem zyn alle Keyzers Caesars genaemt». Il racconto comincia con la spedizione di Cesare nelle Gallie, e più particolarmente nella Gallia Belgica, così denominata dalla città di Belgis, fondata da Bavo, fratello di Priamo. Si narrano per disteso le guerre ivi combattute. Prendono parte all'azione un Ursarius e un Andromadas, re entrambi dei Belgi, ed altri personaggi favolosi. Segue la spedizione di Giulio Cesare in Bretagna, poi si narrano le altre imprese compiute in Gallia, il ritorno in Roma, la morte. Si aggiunge un compendio della storia posteriore, più particolarmente del Belgio, e un cenno circa la diffusione della fede in questa provincia. Chiude il racconto una notizia delle città belgiche principali. Qui a piè di pagina è un'avvertenza che dice doversi il libro usare per l'insegnamento nelle scuole: «Deze Historie van Julius Caesar zal tot onderwys der Jongheyd mogen herdrukt en in de Schoolen geleert worden. F. J. Malfroid. Kanonik der Kathedrale Kerke van S. Baefs, Boekkeurd.». Da ultimo è una breve descrizione dei Paesi Bassi e dei costumi dei loro abitanti. Altre storie e leggende nazionali potrebbero essere ricordate. Vincenzo, vescovo di Cracovia (m. nel 1223) racconta nella Cronaca (ap. Bielowsky, Monumenta Poloniae, t. II) che il figlio del secondo Lescek vinse Giulio Cesare in tre battaglie. Questi diede al vincitore la propria sorella Giulia in isposa, la quale edificò due città, Julius e Julia. Da tali nozze nacque un figliuolo che ebbe nome Pompilio. Giulia fu poi ripudiata, ma Pompilio succedette al padre nel dominio.

Pag. 265-6. — Parlando della città di Astronomia, Onorio Augustodunense dice nel suo trattato De animae exilio et patria: «In hac Julius computum explicat, per quem annos saeculi per seriem Regum enumerat» (ap. Pez, Thes. anecd. noviss., t. II, parte 1ª, col. 231). In un poema francese del computo, opera di un Rauf de Linhom, conservato in un manoscritto di Glasgov, si dice del mese di Febbrajo:

Ore fet ben a demander

Pur quai l'em fist amenusier

Plus fevrer que un autre mois;

Pur la noblie de deus rois

La reson vous [en] voil mustrer:

Car chescun an, en fevrier

Li Bugres et li mescreans

Ové leur femmes, of (sic) leur enfans