[38]. Qui, ma anche altrove, non è la vedova a chiedere il figliuolo di Trajano, è Trajano che pone nell'arbitrio della vedova o di tor quello per suo, o di far eseguire la sentenza: «Or vedi costui che è mo mio figliuolo, è quello che ha commesso l'omicidio. Qual vuoi tu innanzi o ch'ello mora, o ch'io tel dia per tuo figliuolo? E sappi certamente ch'io il ti darò sì libero ch'io non avrò più a fare in lui, nè elli in me, e sarà così tuo suddito, come se tu l'avessi portato nel tuo corpo».

[39]. L. IX, c. 30.

[40]. Cod. dell'universitaria di Bologna, 432. Trajano dà il figliuolo alla vedova dotandolo riccamente: «Et adoctollo molto nobilmente dipartendolo da se».

[41]. Giovanni da Verona cita Giacomo da Voragine.

[42]. L. II, c. 6.

[43]. Parthey, Mirabilia Romae, p. 7-8. Per mostrare come si venissero alterando intanto anche altre parti della tradizione riporterò qui il racconto dei Mirabilia. «Sunt praeterea alii arcus qui non sunt triumphales sed memoriales, ut est arcus Pietatis ante sanctam Mariam rotundam, ubi cum esset imperator paratus in curru ad eundum extra pugnaturus, quaedam paupercula vidua procidit ante pedes eius, plorans et clamans: domine, antequam vadas mihi facias rationem, cui cum promisisset in reditu facere plenissimum ius, dixit illa: forsitan morieris prius, imperator hoc considerans praesiliit de curru, ibique posuit consistorium, mulier inquit: habebam unicum filium, qui interfectus est a quodam iuvene, ad hanc vocem sententiavit imperator: moriatur, inquit, homicida et non vivat, morietur ergo filius tuus, qui ludens cum filio occidit ipsum, qui cum duceretur ad mortem mulier ingemuit voce magna: reddatur mihi iste moriturus in loco filii mei, et sic erit mihi recompensatio, alioquin numquam me fateor plenum ius accepisse, quod et factum est, et ditata multum ab imperatore recessit». Qui il nome di Trajano è taciuto, com'è taciuto nel Dolopathos; ma in altri testi dei Mirabilia quel nome si ritrova, e, per contro, l'uccisore non è più figliuolo dell'imperatore. Così in un codice della Casanatense, segnato D, V, 13, al f. 148 r.: «..... arcus pietatis ante sanctam Mariam Rotundam, ubi accidit quedam istoria de paupere muliere cuius filius occisus erat a filio vicine sue, que petiit ius sibi fieri ab imperatore Traiano peracto ire ad exercitum, ecc.». Il nome di Trajano è taciuto anche da Giovanni d'Outremeuse, il quale deriva evidentemente il suo racconto dai Mirabilia, ma dice inoltre, raccostandosi a qualche fonte tedesca (v. i racconti di Königshofen e della Cronaca di Colonia in Massmann, op. cit., v. III, p. 754) che la vedova sposò il figlio dell'imperatore. V. Ly myreur des histors, v. I, p. 64.

[44]. Romance de la embajada que envió Danes Urgel, marques de Mántua al Emperador, ap. Wolf e Hofmann, Primavera y Flor de Romances, Berlino 1856, v. II, p. 200; Duran, Romancero general, v. I, p. 213.

[45]. Johannis de Alta Silva Dolopathos sive de rege et septem sapientibus, pubblicato dall'Oesterley, Strasburgo e Londra, 1873, p. 62-3.

[46]. Basterà recarne un esempio. Giovanni Diacono dice: Tunc Trajanus ratione pariter, pietateque commotus equo descendit, nec ante discessit, ecc.; e Giovanni di Alta Selva: Motus rex tam ratione vidue, quam etiam misericordia, dilato iterum bello ad urbem regreditur. Del resto il racconto, così del Dolopathos latino come del Dolopathos francese, si mostra in più parti diverso dai racconti posteriori, dove appare la stessa versione della leggenda. Un falco del figliuolo del re uccide la gallina della vedova; il figliuolo di costei uccide il falco, il figlio del re uccide lui. Il re lascia in facoltà della vedova o di far morire, o di adottare il reo. Costei si apprende al secondo partito, ed è menata a vivere in corte. Herbers allunga il racconto di Giovanni di Alta Selva, ma senza aggiungere nulla di nuovo. Nè quegli, nè questi fa cenno di un miracolo qualsiasi operato in favore del giusto re. Può darsi che lo stesso Giovanni d'Alta Selva, nutrendo forse come teologo quegli stessi dubbii in proposito che altri nutriva sino dai tempi di Giovanni Diacono, abbia a questo modo mutilato la leggenda, e per togliere di mezzo l'impaccio di una connessione stretta già fermamente, abbia a dirittura taciuto il nome di Trajano.

[47]. Riportato dal Massmann, op. cit., v. III, p. 760-2. Anche qui la giustizia di Trajano è celebrata altamente: