[115]. Traduzione latina di Edoardo Pockoke, Oxford, 1658-9, v. I, p. 408.
[116]. Riferito il passo di Sant'Ambrogio, il Coen soggiunge molto opportunamente (p. 312-3): «In questo non è da notarsi soltanto la parola stabulariam; meritano attenzione anche due altre: asserunt e cognitam; la prima di queste sembra indicare che la notizia dell'essere nata Elena una albergatrice era ripetuta con insistenza (non dice l'autore ajunt o dicunt) da parecchi e specialmente da coloro che volevano e credevano con ciò denigrare la memoria di lei; la seconda pare scelta per ricordare velatamente e decentemente la specie dei rapporti passati fra Elena e Costanzo. Inoltre la proposizione qui postea regnum adeptus est non può essere un inciso destinato a spiegare di qual Costanzo si tratti, cosa che non avea bisogno alcuno di essere spiegata; essa suona priusquam regnum adipisceretur; e ciò forse è un modo indiretto di rammentare anche l'altra ragione per cui Elena era da alcuni reputata inferiore a Teodora, alla sposa imperiale di Costanzo».
[117]. De laudibus virginitatis, c. 25, nella ed. della Bibliotheca Patrum di Lione, t. XIII; c. 48, nella edizione delle Opere di Sant'Aldelmo data dal Giles, Oxford, 1846.
[118]. Per la discussione delle testimonianze e per il pieno svolgimento del tema di cui si è trattato sommariamente qui sopra, v. la dissertazione del Coen.
[119]. Cap. I.
[120]. Pubblicata dal Zambrini di su un codice Magliabechiano del secolo XIV nella prima dispensa della Scelta di curiosità letterarie, Bologna, 1861. V. Coen, p. 535.
[121]. Degli autori che negli ultimi tempi trattarono tali questioni v. più particolarmente Keim, Der Uebertritt Constantins des Grossen zum Christenthum, Zurigo, 1862; Zahn, Constantin der Grosse und die Kirche, Hannover, 1876; Uhlhorn, Der Kampf des Christenthums mit dem Heidenthum, 3ª ed., Stoccarda, 1879; Burckhardt, Die Zeit Constantin's des Grossen, 2ª edizione, Lipsia, 1880.
[122]. V. tra l'altro Koeber, Dissertatio de Philippo Arabe, utrum primus christianus imperator fuerit an potius Constantinus Magnus? Gera, 1680. Orosio dice di Filippo (Histor., l. VII, c. 28): «..... Christianus annis admodum paucissimis ad hoc tantum constitutus fuisse mihi visus est, ut millesimus Romae annus Christo potius quam idolis dicaretur». Che Filippo fosse cristiano ammisero il Baronio e l'Huet, negò il Pagi.
[123]. Lampridio, Vita Alexandri Severi.
[124]. Gotofredo da Viterbo, Speculum Regum, v. 1026-31: