[190]. De laudibus virginitatis, c. XII (XXV nella ed. del Giles).
[191]. Gesta regum Anglorum, l. IV, § 354.
[192]. Codino, De aedificiis Constantinopolitanis, Excerpta de antiquitatibus Constantinopolitanis, ed. di Bonna, p. 75.
[193]. Cod. Marciano lat. cl. X. XCVI, f. 20 r. e v.
[194]. Nell'ensenhamen pubblicato dal Bartsch, Denkmäler der provenzalischen Literatur, Stoccarda, 1856, p. 85-8. Ciò che di Costantinopoli si narra in una leggenda serba merita d'essere qui brevemente riportato. Un imperatore, cacciando, trova una testa di morto, e vi passa su col cavallo. La testa gli grida: Perchè mi calpesti? Benchè morta posso nuocerti ancora. L'imperatore la toglie con sè, la brucia, la riduce in polvere, e questa, involta in una carta, chiude in un forziere; poi parte. La figlia di lui, aperto il forziere, e trovata la carta, col dito umido di saliva raccoglie alquanta di quella polvere, e se la reca in bocca: ingravida miracolosamente e mette al mondo un bambino, di cui l'imperatore esperimenta ben presto la singolare sagacia. Temendo le minacce della testa, egli allontana da sè, quando è già divenuto un giovane, il nipote, dicendogli: Va per il mondo, e non fermarti se non quando troverai due mali alle prese fra loro. Il giovane parte, e giunge finalmente nel luogo dove sorse poi Costantinopoli, e quivi trova un biancospino intorno a cui si attorciglia un serpente per modo che l'uno punge l'altro. Parendogli d'aver trovato i due mali di cui sino allora era andato in traccia, si scosta dall'arbusto e dal serpe un certo tratto, poi si ferma, e voltandosi indietro vede che lungo tutto quel tratto era sorto fuor dalla terra un muro, il primo della nuova città. Più tardi il giovane diventò imperatore di Costantinopoli e rovesciò l'avo dal trono. V. Hormayr, Archiv für Geschichte, Statistik, Literatur und Kunst, t. XVI, Vienna, 1825, n. 100. Per altre leggende parallele v. Wesselowsky, Le dit de l'empereur Constant, Romania, v. VI, p. 178-9.
[195]. Annales, ed. di Bonna, p. 463-4.
[196]. Excerpta ex libro chronico de originibus Constantinopolitanis, ed. di Bonna, 1843, p. 21.
[197]. V. 10465-518. Cf. v. III, p. 868-9.
[198]. Cronaca da Tiberio sino all'anno 1285, cod. Riccardiano 1550, f. 61 r.
[199]. V. per altri racconti paralleli Massmann, op. cit., v. III, p. 870.