[243]. Cf. lo Speculum regum, ap. Pertz, Script., t. XXII, v. 1122 e seguenti. V. Lotterus, Historia instaurationis templi Hierosolymitani sub Juliano divino miraculo impeditae, Lipsia, 1728.

[244]. Una se ne ha nelle Mille e una notte, dove l'oro è coperto, non di cenere, ma di olive: è la storia di Alì Cogia. Nel libro ebraico intitolato Le parabole del re Salomone si parla di un deposito di monete d'oro ricoperte di uno strato di miele. Il Massmann (Kaiserch., v. III, p. 883) fa cenno di una storia simile narrata da Vincenzo Bellovacense; ma la indicazione ch'egli dà del libro e del capitolo è falsa, e a me non è riuscito di rinvenirla. Altri racconti si hanno nella Disciplina clericalis, nel Castoiement d'un père à son fils (nov. XIII, in Barbazan, Fabliaux et contes des poètes françois des XI, XII, XIII, XIV et XV siècles, 2ª ed. aumentata dal Méon, v. II, p. 107-13), nel Novellino (nov. 74), nel Decamerone (gior. VIII, nov. 10).

[245]. Questo poema fu pubblicato sul manoscritto unico del Museo Britannico da Tommaso Wright pel Roxburghe Club, Londra, 1856. A p. 19 si leggono i seguenti versi:

Exemplum sceleris Julianus apostata saepe

Ponitur, exuerat qui monachale decus;

Huic monacho mulier testa commiserat aurum,

Sed texit sparsus splendida frusta cinis.

Asportans aurum monachus sua claustra reliquit,

Et consul Romae munere factus erat.

Imperio functus tandem scelus omne peregit,