De bien dire et de bien mostrer,
Et des malvais vices blasmer.
S'il éussent créance et loy,
En nules genz n'ot tant de foi.
[371]. Come fu osservato dal Palermo a proposito dei Fiori e vite di filosofi e imperatori da lui pubblicati nella Raccolta dei testi inediti del buon secolo.
[372]. V. La bataille et le mariage des sept arts, pièces inédites du XIIIe siècle publiées par Achille Jubinal, Parigi, 1838; Oeuvres complètes de Rutebeuf v. II, p. 415-35.
[373]. V. Hortis, Studj sulle opere latine del Boccaccio, Trieste, 1879, p. 213.
[374]. V. Engelhardt, Herrad von Landsperg, Stoccarda e Tubinga, 1818, p. 31-2 e tav. VIII. Di rappresentazioni simili a questa non pochi esempii si hanno nelle arti figurative del Rinascimento. In un dipinto di Francesco Traini dell'anno 1345, esistente nella chiesa di Santa Caterina in Pisa, è rappresentato San Tommaso il quale riceve la luce della verità, anzi tutto da Cristo direttamente, ma poi anche da Mosè, da San Paolo, dagli Evangelisti, da Platone e da Aristotele. Questi ultimi due gli stanno ai fianchi. Similmente in un dipinto di Benozzo Gozzoli, che si conserva ora nel Louvre, San Tommaso è rappresentato in mezzo ai due massimi filosofi greci. In un affresco della cappella spagnuola di Santa Maria Novella in Firenze, il quale ha per soggetto ancor esso la glorificazione di San Tommaso, sono rappresentati Donato, Cicerone, Aristotile, Tolomeo, Euclide, Pitagora. Ma nel coro della cattedrale di Ulma furono rappresentati (1474) Secondo, Quintiliano, Seneca, Tolomeo, Terenzio, Cicerone e Pitagora, a cui fanno riscontro sette Sibille.
[375]. La leggenda virgiliana porse argomento a numerosi scritti, specie nei tempi più prossimi a noi. A me basterà di citare i seguenti che sono i principali. Michel, Quae vices, quaeque mutationes et Virgilium ipsum et ejus carmina per mediam aetatem exceperint, Parigi, 1846; Du Méril, De Virgile l'Enchanteur, nei Mélanges archéologiques et littéraires, Parigi, 1850, p. 425-78; Genthe, Leben und Fortleben des P. Virgilius Maro als Dichter und Zauberer, Lipsia, 1857; Roth, Ueber den Zauberer Virgilius nella Germania del Pfeiffer, v. IV, p. 257-98; Comparetti, Virgilio nel medio evo, Livorno, 1872. L'opera del prof. Comparetti è nota a tutti gli eruditi. Io non pretendo di aggiungere ad essa cose nuove di rilievo e dichiaro di accettarne in massima parte le conclusioni.
[376]. Parlando del libro popolare intitolato Faicts merveilleux de Virgile, il Goujet dice (Bibliothèque françoise, v. IX, p. 225): Il parait qu'il y a eu autrefois un Virgile qui a passé pour Magicien, et que la conformité du nom a fait attribuer à l'ancien Poëte Latin dans des temps d'ignorance, ce qui ne pouvait convenir qu'à quelque autre beaucoup plus moderne. Il Le Grand d'Aussy fu di questo medesimo avviso, e il Collin de Plancy e altri credettero che il Virgilio della leggenda fosse un vescovo di questo nome, vissuto nell'VIII secolo. V. Du Méril, opera testè citata, p. 446, n. 1.