[588]. L'opera stampata da Antonio Verard in Parigi s. a., è dedicata a Carlo VIII. Al primo libro va innanzi la rubrica: Cy commence Ovide son liure auquel il inuoque layde de la saincte trinite.
[589]. V. Convito, tratt. II, c. 1, tratt. IV; c. 25, 27, 28.
[590]. In una lettura, fatta nel Luglio del 1881 all'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, l'Hauréau mostrò che il vero autore della Metamorphosis Ovidiana moraliter explanata, è, non Tommaso di Galles o Valleys, come si credeva, ma bensì Pietro Berchorio, del cui Reductorium morale forma il libro XV. V. Mém. d. l'Acad. d. Inscr. et Bell.-Lett., t. XXX, parto 2ª.
[591]. Lo stesso Hauréau sostenne ancora che il commentario comunemente attribuito a Filippo di Vitry sia piuttosto da attribuire a Cristiano Legouays de Sainte-More. Alcuni estratti di questo Ovide moralisé pubblicò il Tarbé nel v. VIII della Collection des poëtes champenois, Reims, 1850.
[592]. V. Bartsch, op. cit., p. XLIV-XLV.
[593]. Cod. miscell. della Bibl. Nat. di Parigi: Incominciano le allegorie del maestro Johanni Vergilio sopra le favole d'Ovidio Metamorphoseos. Esse si trovano anche in un cod. Laurenziano.
[594]. V. Argelati, Biblioteca degli volgarizzatori, t. III, p. 119-21.
[595]. Fauriel, Histoire de la poesie provençale, t. III, p. 489.
[596]. Pubblicata nei Fabliaux et contes del Barbazan, 2ª ed., aumentata dal Méon, v. IV, p. 143-75. Essa conta 1010 versi.
[597]. Cf. Moland, Origines littéraires de la France, Parigi, 1862, p. 278-88.