Et bene promeritum meritis exornat honestis.

Cf. Olleris, Oeuvres de Gerbert, pape sous le nom de Sylvestre II, collationnées sur les manuscrits, Clermont-Ferrand, 1867, p. 294. Notisi che in questi versi non è fatta la benchè minima allusione alla cristianità di Boezio.

[636]. Parte III, c. 12.

[637]. Cito dal cod. L, IV, 5 della Nazionale di Torino. Notisi che Saraceni sono chiamati assai spesso i Greci nelle storie della guerra trojana. Quel nome si dà comunemente a tutti i popoli, che, non essendo cristiani, non sono nemmeno latini: i Romani antichi non sono mai designati per esso, tuttochè pagani.

[638]. Intorno alla importanza che Boezio ebbe nel medio evo v. Suttner, Boethius der lezte Römer, Eichstätt, 1852, III, Boethius und die Nachwelt, p. 25-42.

[639]. Giorn. V, nov. 2.

[640]. Nel Roman de la Rose, poema in cui certo non soverchia lo spirito ascetico, si dice (ed. cit., v. 5749-61):

Moult est chétis et fox naïs

Qui croit que ci soit son païs.

N'est pas nostre païs en terre;