[767]. Dialogus miraculorum, dist. Vª, c. 4.
[768]. Spec, hist., l. VIII, c. 87.
[769]. Pelbarto cita come sue fonti il Mariale Magnum e la Scala coeli; ma in quest'opera a me non venne fatto di ritrovare il racconto.
[770]. Il cod. Fr. 1805 della Bibliothèque nationale di Parigi dal f. 36 v. al 37 v. contiene un racconto intitolato Du clerc qui donna l'anel a vne femme laquelle espousa, nel quale si nota questa particolarità che il giovane chierico, destandosi, trova la Vergine coricata fra sè e la sposa, come il giovane patrizio romano trova Venere.
[771]. Pubblicato da Bernardo Pez nel volume intitolato Ven. Agnetis Blannbekin, quae sub Rudolpho Habspurgico et Alberto I. Austriacis Impp. Viennae floruit, Vita et Revelationes, Vienna, 1731, da p. 303 a 456. Questo libro è tra i rarissimi perchè fu proibito e ne furono distrutte quante copie se ne poterono avere.
[772]. Bonum universale de apibus, l. II, c. XXIX, 6. Nulla ha che fare con queste una leggenda contenuta nel cod. E, 5, 10, 55 della Nazionale di Firenze, f. 26 v. a 28 v., e intitolata: D'uno re d'Inghilterra il cui anello la Vergine Maria si misse in dito et poi gliele rimandò.
[773]. Bartolommeo da Trento, morto nel 1240, così la riferisce nel suo Leggendario: «Paulinus, sacerdos huius ecclesiae (scil. Romae), mira carnis temptatione vexabatur, et cum nollet Deum offendere, a summo pontifice petiit dispensationem contrahendi. Cuius bonitatem papa intuens, anulum ei cum smaragdo dedit, et iussit ut supra altare in ciborium, ubi picta est Agnetis ymago formosa ascenderet, et ei ex parte pape preciperet ut se permitteret sibi desponsari. Illa continuo digitum anularem porrigens, et anulo suscepto retrahens, omnem tentationem a sacerdote fugavit. Ille qui vidit ymaginem et anulum hoc testatur». Quasi con queste medesime parole narra il miracolo Giacomo da Voragine nella Legenda aurea, c. XXIV, 4. Hermann von Fritslar abbrevia alquanto il racconto (Das Heiligenleben, ed. cit., p. 69). Se ne parla anche in uno dei capitoli aggiunti ai Mirabilia (ed. del Parthey, p. 61), dove il sacerdote si chiama Giovanni e il papa Pascasio, e nelle Cronache di Sant'Egidio, dove quegli ha nome Leopardo, e questi Innocenzo.
[774]. V., per quanto concerne la leggenda di Tannhäuser, Graesse, Der Tannhäuser und Ewige Jude, Dresda, 1861.
[775]. V. Kornmann, Mons Veneris, Francoforte, 1614, c. XVI, De monte Veneris prope Nursinum in Italia; Reumont, Saggi di storia e di letteratura, Firenze, 1880, p. 378 e segg., Della esistenza del Monte di Venere in Italia.
[776]. Das Buch der Natur, herausgegeben von Franz Pfeiffer, Stoccarda, 1862, p. 62: «dar umb spricht manger: Venus, hilf auz! der nicht waiz, waz Venus ist».