[794]. Se San Pietro sia mai stato a Roma fu da molti discusso in questi ultimi tempi. Le prove storiche per risolvere la questione fanno difetto, ma che egli vi andasse e vi soffrisse il martirio fu ammesso come cosa molto probabile da eruditi di grande autorità, e fra gli altri dal Renan, non troppo tenero, come tutti sanno, delle pretensioni e delle favole papali. Cf. Doellinger, Christenthum und Kirche, Regensburg, 1860, p. 90.

[795]. V. quanto si dice a tale proposito nell'Initium disceptationis cuiusdam graeci, et quorundam Caldenariorum ex veteri Roma, ap. Goldast, Monarchia, t. I, p. 242.

[796]. Lo stesso Benzone nel suo servilissimo panegirico di Enrico IV dice, dopo aver descritta la processione imperiale:

Resultat Roma gaudiis, laudes refert apostolis,

Per quorum sanctum meritum Roma tenet imperium.

Ap. Pertz, Script., t. XI, p. 603. Tommaso Cantipratano dice nel Bonum universale de apibus, l. I, c. 111, 2: «Petrus proiecto reti et navicula derelicta, Romanum subegit imperium». Nella narrazione dei miracoli di Sant'Emmerammo, composta fra il 1035 e il 1037, si legge: Haec autem, id est Roma,..... per eundem apostolum (Petrum) et per successores illius humiliata sub potentia Christi, ex civitate diaboli facta est civitas Dei». Ap. Pertz, Scrip., t. IV, p. 567.

[797]. Vita di Cola di Rienzo, l. II, c. II, ap. Murat., Antiq. ital., t. III, col. 403.

[798]. Purgat., c. XXI, v. 101-2.

[799]. Intorno alla conversione ad usi del culto cristiano di cose che avevano servito al culto pagano, v. Marangoni, Delle cose gentilesche e profane trasportate ad uso e ad ornamento delle chiese, Roma, 1744. Quanto ai simulacri delle antiche divinità v. Prudenzio Contra Symmachum, I, v. 502-6.

[800]. Ap. Mai, Spicilegium vaticanum, t. IX, p. 350.