Il Marini espresse su per giù gli stessi pensieri nel seguente sonetto:
Roma, cadesti, è ver: già le famose
Pompe del Tebro, e 'l gran nome Latino,
E le glorie di Marte e di Quirino
Co' denti eterni il Re degli anni ha rose.
Te per le tombe e le ruine herbose
In van cerca dolente il peregrino,
Che di Celio le rocche e d'Aventino
Giaccion tra l'erbe a se medesime ascose.
Ma sorta ecco ti veggio et al governo