[882]. Historia trium Regum. Fu stampata in calce ad una raccolta di sermoni di Giacomo da Voragine in Magonza l'anno 1477. Altre edizioni se ne hanno del 1481 e 1486. V. Schwab, Die Legende von den heiligen drei Königen von Johann von Hildesheim, Stoccarda e Tubinga, 1822.

[883]. Così si narra ancora nella leggenda popolare tedesca dei Re Magi, alquanto abbreviata dalla latina, e molte volte stampata. Cf. Liebrecht, Des Gervasius von Tilbury Otia imperialia, p. 54, n. 3. Molto più lunga e più complicata è la storia dei trenta denari narrata da Giovanni di Hildesheim nel c. 28. Questi trenta denari erano stati coniati dal padre di Abramo. Con essi Abramo comperò un campo da servire di luogo di sepoltura a sè ed ai suoi. Venuti alle mani dei figli di Giacobbe, che li ebbero in prezzo del fratello venduto, furono da essi più tardi dati a costui in Egitto in pagamento del grano loro provveduto. Morto Giacobbe, i trenta denari servono a comperare aromi, e passano nel paese di Saba, e vi rimangono finchè la regina di Saba li dona, insieme con altre cose di gran pregio, al tempio di Salomone. Tenuti uniti sempre da una legge misteriosa, migrano da Gerusalemme in Arabia, poi tornano in Gerusalemme, portativi dal re Melchiorre. Maria, fuggendo in Egitto, li porta con sè e li smarrisce. Li trova un pastore e li tiene in serbo finchè, colpito dalla lebbra, va a Gerusalemme per farsi guarire da Cristo. Guarito, li offre al tempio, e i sacerdoti se ne servono per pagare a Giuda il suo tradimento. Giuda, pentito e disperato, restituisce ai sacerdoti il prezzo della sua sceleraggine, e i sacerdoti ne spendono una metà per pagare i soldati che debbono far la guardia al sepolcro di Cristo, e un'altra metà per comperare un campo da seppellirvi i pellegrini. Sebbene l'Evangelo li dica d'argento, questi denari erano del più puro oro d'Arabia: di essi molt'altre vicende si narravano che furono dimenticate o pretermesse. Questa stessa leggenda racconta pure Gotofredo da Viterbo nella particola XIV del Pantheon. Anche degli altri doni dei Magi l'autore racconta storie consimili. La fantasia cristiana fu ingegnosissima nel ritrovare queste relazioni e questi nessi leggendarii, testimonio massimo la leggenda del legno della Croce. I supposti corpi dei Re Magi, che si custodivano in Milano, furono trasferiti a Colonia dopo che Milano fu presa da Federico Barbarossa.

[884]. V. Spies, De imperiali Sacra Lancea non inter reliquias imperii sed clinodia referenda, Altorf, 1731.

[885]. Pantheon, partic. XIX.

[886]. Chronicon universale, ap. Pertz, Script., t. VI, p. 182.

[887]. In Antiochia, per rivelazione di Sant'Andrea, nel 1098. Elinando racconta che essa fu trovata profondamente sepolta nella terra e che tredici uomini lavorarono da mane a sera per estrarla. Chronicorum l. XLVII, ap. Tissler, Bibliotheca patrum Cistercensium, t. VII, p. 166.

[888]. De gestis regum Anglorum, l. II, c. 6.

[889]. Cf. Enrico di Knyghton, De eventibus Angliae, l. I, c. 5, ap. Twysden, Historiae anglicanae scriptores X, v. II, col. 2331.

[890]. V. 2503-8:

Asez savum de la lance parler