[991]. Il Beer sostiene, nel già citato suo scritto, che il bicorne della tradizione giudaica sia in origine, non Alessandro, ma un Messia della stirpe di Giuseppe, e che gli scrittori ebraici i quali attribuiscono ad Alessandro il rinserramento di Gog e Magog, attinsero da fonti arabico-maomettane. Questa tesi a me pare insostenibile. S'intende come gli Ebrei abbiano potuto attribuire quella impresa meritoria ad Alessandro sin da principio, ma non s'intenderebbe come, per farne bello Alessandro, essi potessero spogliarne un Messia, e ciò per impulso venuto da fuori.

[992]. Maxima Bibliotheca veterum Patrum (Lione) t. III, p. 729.

[993]. Assur in ebraico è il nome di un albero, e più particolarmente di una specie di cedro; ma non è certamente in questo significato che l'autore delle Revelationes vuole usare il vocabolo. La sostanza da lui designata per esso è una sostanza resistente al ferro, refrattaria al fuoco. Vedremo tra breve che nello Pseudo-Callistene si trova un racconto molto simile a questo delle Revelationes, e che, sebbene non serbi più così intenso lo spirito ebraico, mostra tuttavia per parecchi segni che la origine sua è la medesima. Della sostanza resistente e refrattaria è fatto cenno anche in esso; ma il vocabolo che serve a designarlo appare con diversa forma in ciascun manoscritto (ἀσοκίτῳ, ἀσυκήτῳ, ἀσυχύτῳ, ecc.), e sebbene in alcuno s'interpreti per amianto, non si trova in nessuna forma registrato nei lessici.

[994]. V. lo Pseudo-Callisthenes per la prima volta pubblicato, insieme con l'Itinerarium Alexandri, da C. Müller, in calce all'Arriano del Dübner, Parigi, 1846.

[995]. Cf. Zacher, Pseudocallisthenes, Forschungen sur Kritik und Geschichte der ältesten Aufzeichnung der Alexandersage, Halle, 1876, p. 165-6, 172.

[996]. Un'analisi di questa versione diede il Woolsey nel Journal of the American Orientalists, IV, 2.

[997]. V. Letronne nel Journal des Savants, 1818, p. 620, o Mueller, Introduzione, p. XXVI.

[998]. Mueller, ibid., p. XVI, col. 1ª.

[999]. L. III, c. 29. Nella recensione C la leggenda è narrata, come nella B, in quel luogo medesimo, ma si trova anche intercalata, in una forma alquanto più diffusa e con qualche diversità, nel c. 26 di quello stesso libro.

[1000]. Questa preghiera è recata per disteso nel testo C, c. 26. Giustamente osserva il Zacher, loc. cit., che essa ha spiccatissimo il carattere giudaico.