Et a merveilles fu cortois,

Cil savoit bien totes les lois.

Anche Guiot de Provins lo pone nel novero dei filosofi, tra Virgilio e Stazio. Il Chaucer pare che lo consideri piuttosto come storico che come poeta, giacchè nella sua House of Fame lo mostra sopra una colonna di ferro, in compagnia di parecchi storici. Per Dante Lucano è l'ultimo dei grandi poeti che ritrova nel Limbo[628].

Stazio non ebbe minor fama nel medio evo, e fu per giunta annoverato tra i santi. Le Selve non si conobbero che assai tardi; ma la Tebaide fu travisata al solito nel Roman de Thèbes[629], e nella Story of Thebes di Giovanni Lydgate, e largamente usufruita per la composizione della Teseide dal Boccaccio e del Temple of Mars dal Chaucer. Konrad von Würzburg, nel suo grande poema della guerra di Troja, attinse non poco dall'Achilleide[630]. Nel Carmen de Ernesti Bavariae ducis fortuna, composto fra il 1206 e il 1233, Oddone dice che sullo scudo del duca Ernesto erano figurate le storie tebane[631].

Nel medio evo si credette comunemente che Stazio fosse nativo di Tolosa, cagionato l'errore dal confondersi il poeta col retore Stazio Surculo o Ursulo, come fa ancora il Boccaccio nella Vita del Petrarca. Dante e il Petrarca partecipano del comune errore. Nel già citato trattato manoscritto De vita et moribus philosophorum, quell'errore apparisce in buona compagnia, giacchè vi si legge: «Stacius autem Cecilius poeta socius et contemporaneus Ennii poetae, natione Gallus, Mediolani obiit. Huius est sententia ista, ut ait Agelius (Aulus Gellius?): Inimici pessimi sunt illari fronte et corde tristi. Hic duos filios habuit poetas metricos, scilicet Achimenidem (l. Achilleidem) et Thebaidem».

Tutti ricordano l'incontro di Dante con Stazio nel c. XXI del Purgatorio. Il poeta latino dice dell'esser suo, e narra poi nel canto seguente come dalla lettura della IV ecloga di Virgilio fosse tratto a credere in Cristo, e ricevesse il battesimo, benchè tenesse celata la sua fede. Si credette nel medio evo che, avendo voluto ammansare l'ira del gran persecutor di cristiani Domiziano, egli avesse pagato col martirio il suo zelo, ed era per questo annoverato tra i santi. Nella Tebaide si leggono due versi che dovevano molto andare a genio ai cristiani, e favorir l'opinione che il suo autore fosse nemico dell'idolatria:

Nulla autem effigies, nulli commissa metallo

Forma dei, mente habitare et pectore gaudet.

Dante è forse il solo che leghi ai versi famosi di Virgilio la conversione di Stazio; ma ciò facendo egli non seguitava una fantasia puramente arbitraria. Nella Image du monde[633] si accenna a conversioni operate appunto da que' versi:

Si ot de ceulx qui par lor sens