I Zuavi per rendere omaggio al valore del Re, vollero portare al suo quartier generale la sera stessa del 31 i cannoni tolti al nemico.

Il Re grato del delicato pensiero di quei valorosi, scrisse al colonnello Chabron la seguente lettera:

Torrione, 1 giugno 1859

Sig. Colonnello,

"L'Imperatore nel porre sotto ai miei ordini il 3o reggimento degli Zuavi mi ha dato un prezioso attestato di amicizia. Io ho creduto di non poter meglio accogliere questa truppa scelta, che fornendole immediatamente l'occasione di aggiungere un nuovo glorioso fatto a quelli che sui campi di battaglia d'Africa e di Crimea hanno reso così terribile al nemico il nome degli Zuavi. Lo slancio irresistibile con cui il vostro reggimento, sig. Colonnello, ha mosso ieri all'assalto, ha meritato tutta la mia ammirazione. Avventarsi contro il nemico alla baionetta, impadronirsi di una batteria, sfidando la mitraglia, è stato l'affare di pochi istanti. Voi dovete essere altero di comandare a siffatti soldati, ed essi debbono essere felici di obbedire ad un capo quale voi siete. Io apprezzo altamente il pensiero che hanno avuto i vostri Zuavi di condurre al mio quartier generale i pezzi d'artiglieria presi agli austriaci, e vi prego di ringraziarli in mio nome. Io mi affretterò d'inviare questo bel trofeo a S. M. l'Imperatore, al quale ho già fatto conoscere la bravura impareggiabile con cui il vostro reggimento si è battuto ieri a Palestro ed ha sostenuto la mia estrema destra.

"Vogliate, sig. Colonnello, far noti questi miei sentimenti ai vostri Zuavi".

L'Imperatore Napoleone, desideroso di mostrare la sua ammirazione pel cavalleresco alleato e di soddisfare il voto dei Zuavi, decise che il Re di Sardegna sarebbe pregato di volere accettare i cannoni. E così fu infatti.

Ma un altro regalo di non minor gradimento pel Re doveva venirgli dai bravi Zuavi.

L'indomani mattina, quando Vittorio Emanuele si recava a visitare i suoi valorosi camerati della vigilia, ed a consegnare al Colonnello Chabron il decreto col quale decorava colla medaglia d'oro la bandiera del suo reggimento, il più anziano dei Zuavi gli partecipava che il reggimento lo aveva acclamato suo Caporale e lo pregava di accettare. "Ben volentieri amici miei" rispose il Re commosso di quel segno di simpatia "d'ora innanzi io appartengo a voi".

Così Vittorio Emanuele fu nominato Caporale dei Zuavi, come altra volta Napoleone Bonaparte era inalzato allo stesso grado a Montenotte.