In seguito a questi avvenimenti il generalissimo austriaco, sicuro che ormai l'aspettava una grossa battaglia sul Ticino, aveva pensato a rafforzarsi, e s'era affrettato a richiamare la divisione Urban da Varese, dandole per obiettivo Turbigo.


Mentre avvenivano questi fatti, gli austriaci in grandi masse, comandati dall'Arciduca Carlo, dalle alture di Montebello dimostravano, coi loro movimenti del 19 maggio proseguiti il 20, essere loro intenzione di stringere in un cerchio di ferro e di fuoco la 1a divisione dell'esercito francese, comandata dal generale Forey, prima che fosse riunita ed in ordine di battaglia; bisognava ad ogni costo arrestare il movimento girante delle grandi masse nemiche.

Il generale Forey vi si preparò arditamente, ordinando al colonnello Cambriels di riunire quanti più uomini può della sua divisione in marcia, e con questo piccolo numero di valorosi, elettrizzati dall'ardente coraggio del generale e del loro colonnello, con audacia senza pari si slanciò contro il nemico tre volte superiore di numero, lo arrestò e gli tenne testa. Ma la lotta ineguale non può durare a lungo, molti dei bravi cadono colpiti a morte fra i quali il maggiore Lecretelle che combatteva da eroe alla testa del suo battaglione; bisognava difendere passo-passo il terreno per impedire al nemico di avanzare e dare tempo al resto della divisione di arrivare sulla linea del combattimento; ma il nemico con forze preponderanti pressa, si avanza, e la resistenza ulteriore diviene ormai impossibile; quando per grande fortuna in quel critico momento un reggimento di cavalleria piemontese (Monferrato) comandato dal valoroso generale De Sonnaz si slanciò vigorosamente all'attacco in soccorso dei fratelli d'armi di Francia e con ripetute cariche irresistibili, si gettò contro le masse austriache che ne furono sgominate e costrette a sbandarsi e a cedere terreno.

Intanto giunsero al generale Forey i desiderati rinforzi del resto della sua divisione.

Il combattimento si fece sempre più accanito da ogni parte; il generale Forey ordinò al brigadiere Beuret un supremo attacco alla baionetta; gli austriaci non resistendo all'urto sono obbligati a cedere terreno; si arrestano, però, al Cimitero di Montebello del quale fanno la loro estrema base di difesa. Bisognava sloggiare il nemico da quell'ultimo formidabile riparo; ancora uno sforzo: e, gridando ai suoi bravi soldati:

"—Allens, mes enfants, arrachons a l'ennemi son dernier abrì! Suivez votre generale".—Il valoroso Forey si slanciò alla testa dei suoi contro la posizione nemica. Il Cimitero fu investito con slancio furioso ed il terreno venne seminato di morti e feriti—primo a cadere mortalmente colpito fu il generale di brigata Beuret; ma niente arrestò la foga degli assalitori che, scavalcato il muro del Cimitero investirono il nemico colla punta della baionetta menandone strage.

Alle ore sei e mezzo il nemico era in rotta precipitosa verso Casteggio, inseguito alle reni per buon tratto di via. La vittoria di Montebello, nella quale la 1a divisione comandata dal prode generale Forey si copriva di gloria, inaugurava brillantemente la campagna che doveva procedere di vittoria in vittoria.

In questo combattimento anche le brave truppe piemontesi comandate dal valoroso De Sonnaz ebbero la loro parte di gloria.