"In quel canto si formerà una catasta di legno d'acacia, lentisco, mirto ed altre legne aromatiche. Sulla catasta si poserà un lettino di ferro e su questo la bara scoperta, con dentro gli avanzi miei, adorni della camicia rossa.

"Un pugno di cenere sarà conservato in un'urna di granito, e questa dovrà essere posta nel sepolcreto che conserva le ceneri delle mie bambine Rosa e Anita.

Vostro sempre

G. Garibaldi"

Ed a queste sue istruzioni scritte ne aggiungeva altre verbali: al Prandina diceva.

"Voglio essere bruciato: bruciato, non cremato, capite bene. In quei forni che si chiamano Crematori non ci voglio andare: voglio ripeto essere bruciato all'aria aperta..... e voi Fazzari sarete il mio liberto.

"Farete una catasta di legna, dell'acacia di questa isola, stenderete il mio corpo vestito della camicia rossa sopra un lettino di ferro; mi deporrete nella catasta con la faccia rivolta al sole e mi brucerete; le ceneri le deporrete dietro la tomba di Anita—Così voglio finire—"

E non fu bruciato!—Le sue osse sono sepolte nella sua granitica Caprera—isola sacra alla patria.—Ma il suo spirito aleggia in ogni angolo d'Italia che tanto amò e per la quale tanto fece perchè fosse libera e grande! Tale l'ideale di tutta la sua vita gloriosa! E che così fu, lo prova questa sua dichiarazione.

"Io non ebbi mai altro che uno scopo— quello dell'unità italiana—quindi il mio programma del Ticino fu lo stesso a Marsala, ad Aspromonte ed a Mentana".