Al generale Turr.

"Mi trovo ad un terzo di miglio dalle sponde del fiume. Mi è riuscito ottenere tre pescatori che mi serviranno di guida. Da qui a Caiazzo vi sono circa 4 miglia. I soldati riposano, e alle 2 e mezza riprenderò la marcia. Ho ordinato ai soldati di mettere le giberne all'estremità del fucile, perchè troveremo un mezz'uomo d'acqua abbondante.

"Dai rinsegnamenti avuti, in Caiazzo ci sono 600 regi, con due pezzi d'artiglieria.

"Al giungere di questo rapporto, son sicuro Caiazzo sarà in nostro potere. Non potevamo scegliere un miglior punto di questo per passare il fiume. Alle 4 e mezza darò l'assalto a Caiazzo, e vedrà che i cacciatori di Bologna son degni di essere sotto i suoi comandi".

firmato G. B. Cattabeni.

E, come aveva promesso, le truppe comandate dal Cattabeni alle 5 e mezza entravano a Caiazzo.

Ottenuto lo scopo della ricognizione e di esplorare le forze del nemico, il Turr esponeva al generale Garibaldi la necessità di ordinare al Cattabeni di sgombrare Caiazzo; ma Garibaldi mostrava ripugnanza di abbandonare una così bella posizione; e allora Turr fatta comprendere la difficoltà di sostenere con un battaglione una posizione così lontana, al di là di un fiume, raccomandò a Garibaldi di farla occupare fortemente, e il generale dava ordini al Medici di mandarvi una brigata della sua divisione; disgraziatamente era però già troppo tardi.

Il generale Garibaldi, visto che il Turr aveva bisogno di riposo, per migliorare la sua salute il 20 gli telegrafava così:

Al generale Turr, Caserta.

"Subito giunto Medici a Caserta incaricato del Comando, venite qui a passare qualche giorno Napoli 20, ore 6,50" G. Garibaldi.