Cominciò l'ultimo quadro.

Una grotta fosca, scarabocchiata dall'imbianchino sopra una carta che si gonfiava tutta per l'umidità. Nel mezzo era apparecchiata una tomba a coperchio mobile. Per le esigenze del palco scenico la si era fatta troppo corta, nè G. C. avrebbe potuto distendersi con agio dietro di essa. Ma egli si rannicchierebbe opportunamente, avendo cura di non alzar la testa oltre il coperchio.

Al suono di una marcia funebre entrarono le pie donne, Giovanni l'apostolo e Giuseppe d'Arimatea. Essi portavano il corpo di Lindo con grave stento; lo sollevarono adagio adagio e lo calarono nel sepolcro, dopo averlo avvolto entro un candido sudario. Le pie donne si misero davanti al sasso, per nasconderlo, finchè G. C. si fosse accomodato. Poscia, rompendo in singulti, si allontanarono. Venne invece la scolta dei vigili che iniziarono sùbito una partita ai dadi sopra il tamburo. Tutto questo in bell'ordine, con intelligente prontezza, come non si era mai fatto nè anche le altre volte.

Improvvisamente una grande luce di bengala illuminò il teatro.
S'avvicinava il momento della risurrezione.

Ed ecco in fondo alla scena, su dall'impalcato, sollevarsi a poco a poco una linea di nuvolette grigie a pancia rigonfia, seminate da piccole stelle di carta dorata; e G. C., il quale dietro la tomba si era condotto carponi fin là, comparve in mezzo ai veli, pallido, trionfante, tranquillo, reggendo una banderuola di tre colori.

—Trallalà, larallì lerollèro—fece la musica all'improvviso. E nella platea scoppiò un applauso vivace, un urlo di ammirazione, un forte battere di mani.

G. C., prima di scomparir nel soffitto, non seppe resistere alla curiosità: curvossi a destra e spinse un'occhiata verso la platea. Cosa incredibile! presso la porta d'uscita, in piedi sopra una panca, apparve Pietro rosso in faccia, con gli occhi scintillanti; egli agitava il cappello per aria e gridava come un ossesso vinto da imperioso entusiasmo.

—Asino!—mormorò Lindo.—Ed io che mi era messo in mente…

In quella i teloni del soffitto gli tolsero di vedere altro. Il dramma era finito.

III.