I comignoli di Lizzola fumavano tutti annunziando che cento famiglie apparecchiavano la modesta cena: e i due vecchi, l'uno coricato e nascosto dalle coperte sino al mento, l'altra al capezzale con le mani sul grembo, piangevano, piangevano, mentre l'ombra calava.

A poco a poco Martino cessò di sospirare e parve addormentarsi.

La vecchia appoggiò la fronte canuta sul lenzuolo e, col seno compresso, aspettava silenziosa, pensando e sperando. Così venne la notte. D'improvviso Martino si scosse e, senza articolar sillaba, gestiva con forza, allontanando le coltri da sè; Elena si rizzò sgomentata, accese precipitosamente il lumicino, gli domandò che cosa avesse, che cosa volesse. Egli, anzichè rispondere, stralunava gli occhi proferendo parole tronche, inintelligibili; allora fu chiamato il cappellano che lo visitò e se ne andò malinconico, senza lasciare alcuna speranza.

Con la rapidità solita su le montagne il sereno era scomparso dietro un velo di nebbia e di nuvole; il vento fischiava nelle gole e la neve scendeva giù a larghi fiocchi nelle tenebre: Elena accanto al letticciolo del suo uomo, su quell'altura deserta, in quell'ora penosa, non aveva più forza nè anche di versar pianto.

Quand'ecco la porta si spalancò e su la soglia presentossi un giovane alto, nerboruto, dai baffetti neri e dalle uose di pelle che gli salivano al ginocchio. Una fanciulla rotonda e sorridente lo accompagnava; le sue scarpe erano coperte di neve ed un lungo scialle avvolgeva il suo busto grazioso, ricco, pieno di vita.

Erano Fermo e la sposa.

—Finalmente ci siamo—egli mormorò pulendosi dal fango ond'era inzaccherato. E nel suo occhio splendeva il desiderio di riabbracciar persone care, di riposar nuovamente in quella casuccia dov'era trascorsa la sua fanciullezza, quando nelle sere lunghe il padre lo faceva sedere su le ginocchia mentre la mamma, filando, raccontava le meste panzane dei monti.

Dalla porta rimasta socchiusa penetrò un rumore di coperchi e di ferramenta percosse; i montanari andavano intorno per Lizzola e salutavano a quel modo il terminare dell'anno.

—Uno viene e l'altro va!—gridavano. E il loro grido, portato dal vento in fondo alla valle, vi era poi ripetuto migliaia di volte.

Martino si destò dal suo assopimento e stese con impeto le braccia verso il figlio che s'accostava mortificato, a fronte bassa, dinanzi a quella dura novità. Si baciarono e confusero insieme Fermo i capelli ricciuti, il vecchio le sue ciocche bianche.