L'uomo dal mantello si accomodò su la seggiola di papà Gedeone e ne fece crepitare il cuoio imbottito.
—Di che pelle?—disse papà Gedeone andando a prendere una lista di carta ripiegata.—E quante suole? una o due? ed a che uso dovranno servire? bisogna saperlo prima.
Lorenzo diede le risposte che occorrevano.
—Pelle fina. Non guardate a spesa. Due suole, a punta in rilievo. Per un camminatore le scarpe devono essere leggiere. Fatele dunque molto leggiere. E niente aristocrazia, niente economia. Un largo gambale che caschi su le caviglie in pieghe uniformi; un collo del piede alto e comodo, punta piatta e forte sì che all'occasione possa usarsi in certi esercizî.
E papà Gedeone si curvò in ginocchio per terra, tolse al cliente la scarpa destra, appoggiò la gamba di lui sopra una delle sue coscie, indi, calcàti gli occhiali al loro posto, si mise a palpare in tutti i sensi quel povero piede, a misurarlo di sopra, a misurarlo di sotto, a segnar di brevi tagli la carta che aveva tra le dita, a brontolar misteriosi discorsi, assorto completamente nelle funzioni della propria arte.
Quand'ebbe terminato lasciò andare il piede, si rizzò di nuovo e corse a trascrivere l'ordinazione in apposito registro.
—Ecco fatto—mormorò.
—E il costo?—chiese Lorenzo.
—Vedremo dopo.
—Vi raccomando una punta larga—alla sua volta disse l'uomo ammantellato.—Soffro molto in questa parte. E non voglio chiodi alle suole. E nè meno voglio rinforzi al calcagno. Guai se mi viene a dolere il calcagno!