—Vedi però: se mi lasciavi andare al filatoio…
—Mai.
—Sarebbero stati pochi, ma nelle nostre condizioni…
—Mai, dico.
—Che anno disgraziato!—soggiunse la povera fanciulla con atto dolente. E levatasi dalla tavola andò a riattizzare il fuoco. Papà Gedeone intanto, avendo preso il posto di lei, cominciò a scartabellar quel registro, togliendone interi fogli, numerando le somme lunghe da cime a fondo. Ma non trovò nulla di buono e, tratto tratto, i suoi sospiri nella penombra del crepuscolo risonavano come soffî di mantice. Non era un bel momento, vero? ed ecco all'improvviso spalancarsi la porta. Entrò Lorenzo ferraio accompagnato da un altro che aveva il mantello su gli occhi: la sorpresa di papà Gedeone apparve grandissima, ma fu più grande ancora quella di Martuccia.
—Papà Gedeone—proruppe Lorenzo:—volete guadagnar trenta franchi? ecco uno che desidera un paio di stivali.
—Per chi, poi?—chiese il vecchio.
—Per chi ha le gambe. Volete o non volete?
—Si fa il nostro mestiere, diamine.
—Sicchè dunque prendetegli la misura.