E la Bernardina? Col ritorno degli spagnuoli tornò nella sua casa il bisogno e la miseria, tristi e spesso poco onesti consiglieri. Le passate guerre e lo scarso ricolto avevano prodotto una mancanza tale di grano e delle altre civaie, che nella nostra città potevasi scorgere quasi la carestia. L'infelice donna senza parenti, senza amici, senza aiuto alcuno, non aveva altra alternativa che la fame o il disonore. Bella e giovine ancora cedette alle seduzioni del vizio. In uno di quei vichi del Borgo di S. Antonio Abbate, ove miserabili donne facevan mercato del loro corpo, la vedova di Masaniello fu costretta a menare una vita di vergogna e di strapazzi[242]. Spesso i soldati spagnuoli, che, per la curiosità o per lo sfogo di brutali voglie, colà si conducevano, dopo averla goduta, aggiungevano all'onta il danno e l'insulto, e beffandola e motteggiandola col titolo altra volta così per breve tempo ottenuto, negavano alla meschina il prezzo del proprio disonore. Quei pochi giorni di fortuna, che sparirono tosto come una brillante meteora, erano allora per lei argomento maggiore di dolori e di oltraggi. Eppure in quel tempo, come a questo proposito il Pollio ricorda, Masaniello spesso usava della sua autorità per salvare gli spagnuoli dal furore del popolo. Egli li mandava via, dicendo esser soldati del vicerè suo compare, a cui spettava dar loro castigo, e così li faceva mettere in salvo[243].
La peste finalmente, che dopo pochi anni desolò la città ed il regno, e colpì indistintamente gli oppressori e gli oppressi, pose nel 1656 termine[244] alle miserie della sciagurata, che era stata moglie di Masaniello.
PARTE TERZA MASANIELLO ED ALCUNI DI SUA FAMIGLIA
EFFIGIATI NEI QUADRI NELLE FIGURE
E NELLE STAMPE DEL TEMPO
Mira, che del morir nulla paventa
Chi le carriere alle rapine ha ferme,
E ch'un'Idra di mali ha doma, e spenta.
Mira l'alto ardimento ancor ch'inerme,
Quante ingiustizie in un sol giorno opprime
Un vile, un scalzo, un Pescatore, un verme.
Mira in basso natale alma sublime,