[150]. “A 18 Febbraio 1620, Francisco, alias Cicco d'Amalfi et Antonia Gargano, ambi napolitani che habitano al Carmine, servatis servandis iuxta formam del S. C. T. et i riti della nostra Corte, ambi sono stati ingaudiati in casa per me Don Giovanni Matteo Peta, paroco, con decreto di Monsignor Vicario Generale, e vi furono presenti Andrea di Rossi, Agostino Ceratolo, Salvatore Lizzibelli, e Giovan Battista Cacuri, don Olimpio Siciliani et altri„. Registri della Chiesa Parrocchiale di S. Caterina in foro magno. Libro V dei matrimonii, f. 89 n. progressivo 16. — In un poemetto scritto a forma di lettera in dialetto napoletano ai 10 agosto 1647, di cui conservo copia, dicesi: No cierto Masaniello pisciavinolo, Figlio de no Ceccone.
[151]. “Addì 29 Luglio 1625, Bernardina, figlia di Pietro Pisa et Adriana de Satis è stata battezzata da me D. Giovan Matteo Peta et levata dal sacro fonte da Prutentia Calenda, avanti al Carmine„. Reg. cit. Lib. XII dei battezzati, fol. 151 n. 183.
[152]. Basile, Le Muse napoletane II p. 287 e 305.
[153]. Basile, Pentam. I. 365; Cortese, II. 50 e 99.
[154]. Cortese Annot. del Tardacino, II. 155.
[155]. Basile, Le Muse Napol. II 288.
[156]. “Essendosi fatte le tre denunzie ne' tre giorni festivi continui, cioè a' 27 Gennaio, 2. 19 febbraio 1641, inter missae parrocchialis solemnia et non essendo scoperto alcun impedimento, io abbate don Giovan Matteo Peta, per me interrogato in chiesa Tommaso Aniello di Amalfi et Berardina Pisa napolitani, dicti habitano a questa parrocchia, et avuto il loro mutuo assenso, servata la forma del S. C. T. et decreto di Monsignor Vicario Generale, con lo quale despenza etiam al bimestre elasso, l'ho solennemente conjunto in matrimonio per verba de praesenti et vi furono presenti Domenico de Satis, napolitano, figlio di Nuncio, di questa parrocchia, Giovan Battista Pisa, napolitano, figlio di Scipione, di questa parrocchia; Domenico d'Alessandro, napolitano, figlio di Vincenzo, di questa parrocchia et Clerico Andrea Catone, et altri„. Reg. cit. Lib. VII dei Matrimonii f. 3 n. 18.
[157]. “Grazia Francesca, figlia di Francesco d'Amalfi, et Antonia Gargano, è stata battezzata da me don Giovan Matteo Peta et levata dal Sacro Fonte da Geronima Esperta, al vico Rotto„. Reg. cit. Lib. XII de' battezzati. f. 69 n. 98. — “A' 27 Cennaio del 1641 precedenti le tre debite denunzie ne' tre giorni festivi consecutivi, 6, 13, 17 gennaio 1641, inter missae parrocchialis solemnia, et non essendo scoperto alcun impedimento, io Abbate Giovan Matteo Peta, parroco, ho interrogato in chiesa Cesare di Roma, di Gragnano, e Grazia d'Amalfi napoletana, ambi non ancor casati, habitanti al Vico Rotto al Lavinaio, et havuto il lor mutuo assenso secondo la forma del S. C. T., con decreto di Monsignor Vicario Generale, l'ho solennemente riuniti in matrimonio per verba de praesenti, et vi furono peresenti Thommaso Aniello d'Amalfi, napolitano, figlio di Francesco di questa parrocchia, Giuseppe Giannattasio, napolitano, figlio di Raimondo, di questa parrocchia, Agostino Brancaccio, napolitano, figlio di Battista, di questa parrocchia, clerico Andrea Catone et altri„. Reg. cit. Lib. VII dei matrimonii, f. 2.
[158]. “Ai 26 maggio 1625 Giovan Battista figlio di Francesco di Malfa et Antonia Gargano è stato battezzato da D. Sebastiano Zizza, et levato dal sacro fonte da Geronima Composta al Lavinaio„. Reg. cit. lib. XII dei battezzati, f. 125.
[159]. Pollio, Ms. cit. f. 74: Racconto o Diario Ms. p. 237; Capecelatro, Diario II, 40; ec.