[180]. Pollio, Op. cit. f. 34.
[181]. Giuliani, f. 77. La sentenza dl fuorgiudica leggesi pure nel Capaccio, Forestiero, p. 531.
[182]. Le petizioni del Genoino al Re per essere abilitato, come allora dicevasi, si trovano nel Giuliani fol. 81, e la copia della commissione fatta all'Alarcon ne' Successi varii, T. III, fol. 407. Nel f. 45 del T. II che trovasi nella Bibl. Naz. vi è l'allegazione di un tal Giov. Francesco Castaldi in difesa del Genoino così intitolata: De jure pro U. I. D. Julio Genoino tribuno fidelissimi populi Neap. contra r. Fiscum coram regios delegates regis Catholici.
[183]. I quattro giudici furono: Salvo, Brancia, Niquesa ed il presidente D. Giovanni Erriquez col fiscale della Vicaria. Il Genoino poi giunse in Napoli con Franc. Ant. Arpaia a' 4 maggio 1622, e dopo nella notte andò a Baia, e nel mattino seguente a Capua. Lettera de' Deputati dell'Ambasceria al signor Fabio Caracciolo in Madrid. Giuliani, f. 231.
[184]. La copia della lettera, che scrisse Giulio Genoino al re Filippo IV, quando gl'inviò il modello, leggesi ne' Soccessi varii, fol. 428, 4.
[185]. Carta de aviso della gratia ricevuta da sua Maestà ai 12 febbraio 1634. Soccessi varii cit. f. 420 c. In piedi si nota: dal suo originale delli fragmenti remasti dalle scritture del Genoino portata in questo luogo nel 1672.
[186]. V. Biglietto del Vicerè al Reggente Matthias Casanatte, nei Successi f. 431. Il fatto è narrato pure abbastanza diffusamente dal Capecelatro, Annali, p. 158.
[187]. Apologia di Giulio Genoino all'Abbate Torrese, f. 432.
[188]. Racconto, f. 8 ec.
[189]. Bisaccioni, Op. cit. P. II, p. 129.