[231]. Capecelatro, nel Diario I, p. 109, e 116 dà le accennate particolarità intorno al Genoino.

[232]. Che il clero napoletano in quel tempo fosse di sentimenti piuttosto francesi ed amico del popolo si rileva dal Campanile, Diario, f. 27, dal Della Monica, f. 129 v. e da altri. — Il Basso pubblicò: Il trionfo della bellezza nelle nozze di Placido, ed Isabella de Sangro; Nap. 1640 in 12; Il Pomo di Venere, dramma per musica nelle feste delle nozze suddette. Nap. in 4, e le Poesie, Napoli 1645 in 4.

[233]. Giannizzeri, parola tolta dalla lingua turchesca, con la quale gli spagnuoli chiamano quei del loro sangue, che sono nati da padre o madre forestieri nelle altre regioni d'Europa. Nicolai, p. 154. Interessati chiamavansi coloro, che avevano posto i loro capitali negli arrendamenti.

[234]. V. Lettera del Card. Filomarino. Arch. Stor. It. IX, p. 390; e tutti gli scrittori della rivoluzione. Il Della Monica, Ms. cit. al f. 93 narra della madre di Masaniello.

[235]. De Turri, Op. cit. p. 137.

[236]. Di questa seconda sollevazione parlano più specificatamente il Raccconto Ms., il Ricca, Istoria Ms. cit., il Diario, ed altri.

[237]. Nel Diario Anonimo fol. 95, circa il 21 agosto si narra come il San Vincenzo, nipote del Genoino, si trovasse nel castello. “Ritrovandosi, leggesi ivi, una grossa moltitudine di Popolo avanti la casa di Giovanni Zavaglio, (Zevallos, poscia del principe di Stigliano), in strata di Toleto, di guardia, per non fare passare avanti li Spagnuoli, passò per detta strada Giuseppe alias Peppe Sanvincenzo, quale in detto tempo era giudice criminale, lo pigliarono con molti strapazzi e li levarono la toga da sopra e lo buttarono in terra, con dirli molte ingiurie e farli molti maltrattamenti, per la qual cosa fu forzato ritirarsi in Castello nuovo, dove stava salvato D. Giulio Genoino, suo zio„ — In seguito col c. 2 delle Grazie, concessioni ecc. stipulate il 7 settembre fu stabilito che il Genoino ed i suoi nipoti fossero privati di tutti i carichi ed onori che avevano, e che fossero essi e loro discendenti in linea mascolina infinitum disterrati dal regno, per aver macchinato falsamente contro il fedelissimo popolo. Il Fuidoro, o Vincenzo d'Onofrio, in una postilla al Diario del Campanile f. 25, tratta della fine di D. Giulio Genoino, e narra, che imbarcato coi suoi nipoti sopra il vascello di capitan Giaime Canales di Majorca andò in Sardegna, ove giunto, diede le lettere del Duca d'Arcos a quel vicerè, e fu trattato amorevolmente con alloggiare in palazzo per spazio di tre mesi e mezzo. Poscia, avendo deliberato di portarsi in Corte a Madrid, si partì di là, ed ammalatosi per via, sbarcò a Porto Maone, ove morì, e fu sepolto nella chiesa maggiore di Majorca.

[238]. Queste parenti di Masaniello dopo qualche tempo furono ivi fatte morire. Capecelatro, Diario, II, 360. Il Brusoni Stor. d'It. lib. XV f, p. 499 parla pure della sorella e del cognato di Masaniello, ed anche di un loro figliuoletto di anni tre.

[239]. Capecelatro, Diario, II, 7; Campanile, Diario, f. 13.

[240]. Del figlio di Masaniello, maschio o femina che fusse, non ho trovato memoria nei registri parrocchiali di S. Caterina in foro magno. Bisogna supporre che o la Bernardina dopo questo tempo avesse dovuto sconciarsi o che avesse partorito nel distretto di altra parrocchia.