FULVIA. Eimè! Di' sú: che ha?

FESSENIO. Sta pure in fantasia di partirsi per cercare Santilla sua sorella.

FULVIA. Eh lassa a me! Vuol partirsi?

FESSENIO. Ve è vòlto, in fine.

FULVIA. Fessenio mio, se tu vuoi l'util tuo, se tu ami il ben di Lidio, se tu stimi la salute mia, trovalo, persuadilo, pregalo, stringilo, suplicalo che per questo non si parta, perché io farò per tutta Italia cercar di lei; e, se avvien che si ritrovi, da mò, Fessenio mio, come t'ho detto altre fiate, li do la fede mia che io la darò per moglie a Flaminio mio unico figliuolo.

FESSENIO. Vuoi che cosí gli prometta?

FULVIA. Cosí ti giuro e cosí mi obligo.

FESSENIO. Son certo che volentieri l'udirá perché è cosa da piacergli.

FULVIA. Spacciata sono, se tu con lui non mi aiuti. Pregalo che salvi questa vita che è sua.

FESSENIO. Farò quanto mi commetti; e per servirti vo a trovarlo a casa ove ora si trova.