Ebbene, questo Pensare indeterminato, questa, dirò così, prima determinazione del Pensare, la quale è appunto l'indeterminatezza, questo infinito potenziale, questa potenzialità di tutte le determinazioni, ma che non è nessuna determinazione, questo pensare non è altro che l'Essere, semplicemente l'Essere, senz'altro, il Pensare come Essere.
L'Essere, dunque, il puro Essere è il Primo scientifico.
NOTA. Spinoza e Cartesio.
Ho detto[161], che Schelling è rispetto a Fichte quel che Spinoza è rispetto a Cartesio. Perchè sia chiaro tutto il mio pensiero, espongo qui questa seconda posizione, come io l'ho concepita.
Il pensiero — il cogito ergo sum (l'Io) — di Cartesio è immediatamente pensare ed essere, unità immediata di pensare ed essere (Io e non-io). Questa unità (identità) — l'ergo — non è il vero Pensare (il vero ergo); non è processo (relazione, unità sintetica originaria), ma semplice assioma, intuizione, evidenza, evidenza naturale.
Pensare ed Essere (Io e non-io), appunto perchè immediatamente uno (identici), non sono veramente uno. Di certo, Pensare ed Essere non sono semplicemente così: o come due sfere, l'una accanto all'altra indifferentemente, e che si toccano solo in un punto della loro superficie, o come due sfere eguali e che coincidono e si confondono perfettamente l'una nell'altra. Nel primo caso non ci sarebbe unità (identità) di sorta, o tanta che equivarrebbe a niente; ci sarebbe la semplice differenza. Nel secondo caso nè pure ci sarebbe l'unità, ma solo l'Uno, una sola sfera; mancherebbe assolutamente la differenza. Ma, se Pensare ed Essere non sono così, pure non sono davvero Uno. L'Essere è insidente nel Pensare (è contenuto nel Pensare) immediatamente, come l'effetto nella causa, la conseguenza nel principio. Questa insidenza o contenenza è l'unità cartesiana. Questa unità non è l'Uno semplicemente; giacchè l'Essere non coincide assolutamente col Pensare, e si distingue da esso, come l'effetto dalla causa, la conseguenza dal principio. E similmente questa unità non è il semplice contatto; giacchè l'Essere non è soltanto distinto dal Pensare, ma è contenuto nel Pensare (dipende, è posto dal Pensare), come l'effetto nella causa, la conseguenza nel principio. È dunque unità, che è insieme distinzione. Ma è vera unità? È vera distinzione?
Quando Cartesio dice: «Pensare è Pensare e Essere (cogito ergo sum); Pensare è il Primo, Essere è il Secondo; Pensare è principio e causa, Essere è conseguenza ed effetto», vuol dire semplicemente: l'essere del pensare è conseguenza ed effetto del pensare; dire Pensare, è dire implicitamente Essere del Pensare; l'Essere del Pensare è implicito nel Pensare, come la conseguenza nel principio, l'effetto nella causa.
Questa relazione (identità, non vuota, ma che è in sè distinzione. Identità: l'Essere è implicito nel Pensare, il principio è in sè la conseguenza, Distinzione: l'Essere come tale è distinto dal Pensare, in quanto è posto dal pensare; la conseguenza come tale è distinta dal principio, non è il principio); questa relazione tra Pensare ed Essere è, dunque, per Cartesio semplice relazione tra il Pensare e l'Essere del Pensare (non è relazione tra il Pensare e l'Essere che non è il Pensare, l'Essere semplicemente Essere, l'estensione, il corpo).
Ora l'Essere del Pensare non è tutto l'Essere; non è anche l'Essere semplicemente Essere, l'Essere semplicemente reale, la semplice realtà; ma solo l'Essere NEL Pensare (non è il non-io reale, ma solo il non-io nell'Io).
Questa relazione non si può, dunque, intendere come relazione tra il Pensare e l'Essere in quanto tutto l'Essere, come se io dicessi: il Pensare è causa della semplice realtà, della estensione, del corpo; ma si deve intendere solo come relazione tra il Pensare e l'Essere nel Pensare. E ciò vuol dire: niente, senza il Pensare, è nel Pensare, quel che è nel Pensare, e in quanto è nel Pensare, non è posto da altro che non sia il Pensare, ma solo dal Pensare; in quello che è in esso, il Pensare ha se stesso, il suo Essere, la sua conseguenza, il suo effetto, la sua genitura: riconosce in quello se stesso. Altrimenti, quel che si dice sia nel Pensare, non sarebbe nel Pensare.