Il parallelismo ha radice nella sostanza, in quanto la sostanza stessa è questo parallelismo. Sostanza è unità, identità, come causa, come relazione causale. Parallelismo qui (il parallelismo spinoziano) non è opposizione assoluta, e nè meno indifferenza assoluta, perchè non esclude l'unità. Ora la relazione causale, la relazione tra principio e conseguenza, è appunto questo parallelismo. Chi dice una relazione come quella che è il parallelismo spinoziano — che non è nè opposizione assoluta, nè indifferenza assoluta —, dice necessariamente quella relazione che Hegel chiama in generale, determinazione riflessa (essenza): come p. e. principio e conseguenza, forza ed estrinsecazione, interno ed esterno; delle quali relazioni la più concreta è appunto la relazione causale: causa ed effetto. Questa relazione è l'Ergo cartesiano. L'effetto è la ripetizione, la riproduzione, la riflessione, il riverbero della causa; ma ripetizione, dirò così, in un altro livello, in un altro piano, e nondimeno in modo che corrisponde perfettamente alla causa: cioè, che quel che è in esso, sia nella causa, sebbene come causa nella causa e come effetto nell'effetto, e vale a dire diversamente, in due livelli. Questa perfetta corrispondenza in diversi livelli è il parallelismo spinoziano; è la relazione tra causa ed effetto; quella relazione che è tra il Pensare e l'Essere nel principio cartesiano.
La Sostanza — in sè identità cartesiana di Pensare ed Essere, cioè causalità — è la identità di pensiero ed estensione, de' due universi; ciascuno de' quali è questa identità (coll'altro), sebbene diversamente. Che vuol dir ciò?
I due universi hanno la stessa forma, e pure sono differenti. Infatti:
1. Universo spirituale: il Pensiero come attributo è causa (infinita cogitandi POTENTIA); il Pensiero come modo infinito (Universo) è effetto (intellectus absolute infinitus).
2. Universo corporeo: l'Estensione come attributo è causa (infinita, agendi POTENTIA, quantitas infinita); l'Estensione come modo infinito (Universo) è effetto (motus et quies).
Come la Sostanza in quanto Pensiero (infinita cogitandi potentia) è causa dell'Universo spirituale, così, e nello stesso modo, in quanto Estensione (infinita agendi potentia) è causa dell'Universo corporeo. È una medesima forma: il causare.
Questa medesima forma, questa identità ne' due mondi, è la Sostanza. La Sostanza non è come un soggetto, in cui siano inerenti i due attributi, come due proprietà, le quali, in quanto attive, siano cause de' due universi. La Sostanza non è il soggetto comune, fatta astrazione dalle proprietà, di modo che, poste sole le proprietà come attive (come causa) e fatta astrazione dalle proprietà, la Sostanza, come tale, per sè, sia inattiva. La Sostanza, invece, non è Sostanza senza gli attributi; non si può fare astrazione dagli attributi, senza togliere la stessa Sostanza, la sostanza spinoziana; l'attributo, dice Spinoza medesimo, è la stessa Sostanza come causa[170].
La Sostanza — la identità — è dunque quella medesima forma. Comunemente s'intende Spinoza così. Si comincia col dire: Natura naturante, anzi una doppia natura naturante; e Natura naturata, anzi una doppia natura naturata (doppia causa, doppio effetto). Poi si fa astrazione dal naturare e dal naturato, dal doppio naturare e dal doppio naturato, e si ha la semplice Natura, e si dice: — Questa è la Sostanza; Substantia, sive Natura. — No, dico io, la Sostanza non è la semplice Natura, ut sic; non è questo astratto; ma è il Naturare e quindi il Naturato (causa, causa sui). I due mondi (e i due attributi) non sono identici, in quanto semplice Natura, in quanto semplice Essere, ma in quanto Nesso causale, in quanto Pensare (cartesiano); la Natura spinoziana non è semplice Essere, ma è il cogitare ergo esse di Cartesio, e perciò essenzialmente causa: naturare.
Ma come, avendo la medesima forma (che è la Sostanza), i due universi (e i due attributi) sono differenti?
La radice della loro differenza è la radice stessa della loro identità; cioè, la loro differenza è la loro identità stessa. Così la Sostanza non è identità come semplice forma, ma come contenuto. Forma e contenuto si corrispondono perfettamente nello spinozismo; non sono nè vera forma, nè vero contenuto; ma, come imperfetti, si corrispondono pienamente.