[197]. Un tal Silvio Verratti, anche lui democratico di professione e autore di libelli contro Silvio Spaventa. È morto or è qualche anno. «Zuppetta» è Luigi Zuppetta, repubblicano e professore pareggiato di diritto penale. «De Boni» sarà il noto Filippo de Boni, di Feltre (1820-1870).
[198]. Il Nicotera era tra i capi del partito democratico nell'Italia meridionale; e tra lui e lo Spaventa era odio fierissimo.
[199]. Sul motivo di queste dimissioni vedi ciò che lasciò scritto Giovanni Lanza, in Tavallini, La vita e i tempi di G. L., Torino, Roux e C., 1887, vol. I, pp. 275-6, e la lettera di C. Cadorna al Lanza, ivi, II, 278 e sgg.
[200]. Il prof. Andrea Angiulli di Castellana (prov. di Bari), n. il 12 febbraio 1837, m. a Roma il 2 gennaio 1890; il quale potè, mercè l'appoggio dello Spaventa, andare quell'anno a Berlino pel perfezionamento negli studi filosofici. Giacchè l'Angiulli allora era anche lui hegeliano; e da Berlino il 15 dicembre '62 scriveva allo Spaventa: «Qui in generale si avverte una certa reazione contro gli studi filosofici. La cattedra di Trendelemburg è la più numerosa, appunto perchè si crede di restare con lui nel concreto; ma io vedo però che dalla sua scuola escono giovani, i quali di filosofia non sanno che dilettarsi su quistioni di qualche categoria, e, campati in aria così come è campato il movimento del maestro, credono di dare fondo all'universo e di rovesciare il colossale monumento dell'idealismo assoluto. Ogni volta che m'incontra di osservare la leggerezza di qualcuno qui, mi nasce forte nell'animo la speranza, che noi forse potremo riprenderci un dì il primato della filosofia in Europa, presentandola in una forma più compiuta e più armonica. Il che avverrà per mezzo della libera speculazione, di cui siete così degno maestro costì. Chè oramai i vecchi cenci della filosofia pretesca possono spacciarsi coi ferravecchi». Questa lettera ora è stata pubblicata integralmente dal Croce nella Critica, IV (1906), 232. Sull'Angiulli vedi l'art. di G. A. Colozza nel Dizionario illustr. di pedagogia di Credaro e Martinazzoli: e l'opuscoletto di F. Orestano, Angiulli, Roma, 1907 (nella Bibl. Pedag. de «I diritti della scuola»).
[201]. Francesco Brioschi, allora segretario generale della Pubblica Istruzione.
[202]. Per il ministero Rattazzi-Sella-Depretis, costituitosi il 3 marzo 1862.
[203]. Gustavo Benso marchese di Cavour, fratello maggiore di Camillo, filosofo rosminiano, in politica moderatissimo. Di lui ci restano un volume di Fragmens de Philosophie (Torino, Fontana, 1841) e un Saggio sui principj della morale, nel Cimento del 1852, oltre alcuni altri articoli minori nella stessa Rivista e altrove. Per notizie su di lui vedi D. Berti, Cavour avanti il 1848, Roma, 1886, e il mio Rosmini e Gioberti, Pisa, Nistri, 1898, pp. 156-7.
[204]. La Storia Universale, di cui la prima edizione uscì a Torino, pei tipi del Pomba, negli anni 1838-46, in 35 volumi.
[205]. Liborio Romano (1794-1867), ultimo ministro degl'Interni dei Borboni di Napoli, che, dopo aver fatto partire Francesco II, invitò Garibaldi, e aiutò per qualche tempo il dittatore nel difficile governo di Napoli.
[206]. Sul Tari v. uno scritto di B. Croce nella rivista la Critica, V (1907), 365-6.