E chi mi impenna e chi mi scalda il core?
Chi non mi fa temer fortuna o morte?
Chi le catene ruppe?. . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . .
Quindi l'ali sicure a l'aria porgo
Nè temo intoppo di cristallo o vetro,
Ma fendo i cieli e a l'infinito m'ergo.
E mentre dal mio globo agli altri sorgo,
E per l'eterio campo oltre penetro,
Quel che altri lungi vede, lascio al tergo.