Ben gud ec. accozzamento di parole insignificanti, dirette soltanto a contraffare la lingua Ebrea, come suol farsi della Tedesca. Imitato da Dante Inf. 31. Raphel maì amech zabì almi, Cominciò a gridar la fiera bocca.
Lici: ivi, lì intorno. Poco allungati c'eravam di lici, Dant. Purg. 7. Accasa: ha la casa, abita.
E come l'animal che dice be,
I' son trattato; e vien pur cicalando:
Ben avrei lassi i muli in buona fe.
Cicalando: cinguettando, garrendo. Son trattato com'un pecorone; eppur quella lima sorda ha anche tanta faccia di garrire.
Avrei lassi ec. metafora tolta da' mulattieri, i quali invitati a restar in qualche osteria che lor non piace, rispondono: Io avrei ben lassi i muli, se qui mi fermassi. Rid. Vuol dire: Io sarei ben ridotto a cattivo partito, se dovessi dar orecchio a' cicaleggi di costui.
Da ripuisti vien ciacciamellando;
Perchè sì presto Neri se' in zelo?
Zecca putita, che vai pur nicchiando.