E rosecchiando a Crema un grande straccio

Veggiam fu Prete e non si ordinò:

Talora a piazza ride 'l più tristaccio.

Veggiam: par che l'altro ripigliasse in aria sprezzante: Oh! questo poi aspetteremo a crederlo, quando lo veggiamo. Ed ei replicasse con ira: Che veggiamo e veggiamo? Veggiam fu di Crema, ove rosicava stracci, e fu Prete senz'ordinarsi; cioè non concludea un fico, come tu farai. Rid.

Per di cazza 'l catino imbratterò:

Ed il battaglio per lo corpo diemmi;

E cica di metal già non trovò.

Di cazza: colla mestola; e quella è propriamente, con cui schiumasi la pignatta. Catino: vaso di creta, in cui lavansi le stoviglie di cucina.

Diemmi: mi diedi. Rimangansi qui ne' lor sozzi veli ravvolte le sporche metafore di questo e de' seguenti terzetti.

Cica ec. niente di metallo; perchè qui non si parla di ferro e di campana, se non per metafora.