Ed a gambe rovescio fate a taccia.
Leppo: puzzo d'untume ch'abbrucia. L'uva sfarinaccia: s'infracida; detto di chi va in rovina senzachè paja. Non fan sentire il puzzo, non danno a divedere; ma intanto ti mandano in malora.
Palagiato: da palagio, ov'è la corte del Potestà. Metter uno in palagio significava in Firenze attaccargli una lite. Ridolf. Si dice di non amar le liti; ma intanto io son citato al Potestà.
A gambe ec. sebben colla testa rotta, pur si finisca una volta; si venga ad una tassa, ad una composizione. Veggiam di fare un taccio seco, e darli il manco che si può. Cecchi Serv. 4.
Non ne fecion gran calamo, nè zitti
Tale, eh zi: chente trucci? scimunito,
Infaonato, e maceron rifritti,
Calamo: quasi clamo, cioè clamore, schiamazzo. Non farne zitto: non farne motto.
Tale ec. modo di chiamar da lontano una persona, di cui non si sappia il nome; quasi sibilando: zi zi. Chente trucci? Che treschi, che fai? Trucci si dice agli asini. Rid.
Infaonato: livido. Si dice di piaghe invecchiate e incancrenite. Macerone: erba poco buona, e pessima poi rifritta. Pensa il Ridolfi che qui si parli d'amicizie rattoppate, di cui poco è da fidarsi. O scimunito, sta pur sicuro che son piaghe vecchie, e maceron rifritti.