— Sento che non siete felice! Eppure lo meritate, mai creatura al mondo ha meritato come voi una piena, assoluta felicità.

— No, no, siate buono! Sono così stanca, triste e sfinita! Non mi reggo più! Ho la testa vuota. Ho uno strano terrore nelle vene.

— Non abbiate paura, sono qui, vi difenderò, vi consiglierò, sono il vostro amico, il vostro migliore amico; ho per voi più che dell'amicizia: un affetto, una tenerezza; perdonatemi, è così dolce di respirare vicino a voi, ora non sono più padrone del mio cuore, nè dei miei nervi, non sono più padrone delle mie mani che sono felici, felici di sfiorare il vostro dolce viso. Siete un prodigio di bellezza e di fascino, siete voi che create miracolosamente questa dolcissima notte, questo paradiso di mare, di profumi, di luna. Mi piacete tanto! tanto! Mi piaci, mi piaci! Non pensare a nulla, dammi la tua bocca! così... così...„.

Il bacio fu lungo, incosciente, smarrito, inaspettato, illogico, sublime, sceso dalla luna, venuto dal mare, dal buio, dalle stelle.

Bacio imposto ed accolto quasi senza volerlo: bevuto con sete infinita. I preti cristiani lo condannerebbero a tutti gli inferni, come un bacio diabolico. Dei chimici strangolati dal positivismo lo definirebbero un precipitato di iodio, di bromo, di sale, di resina e d'alcool di grappoli maturi. Pura, inebriante essenza del golfo notturno bevuta subendo le forze della voluttà terrestre.

Si sentirono dei passi affrettati nella terrazza sotto il balcone e Marinetti ebbe appena il tempo di uscire e di raggiungere la sua camera senza esser veduto da De Ritten che rientrava.

Bruno Corra lo aveva seguito su su per un sentiero che conduceva ad una roccia a picco sul mare. Dall'alto di questa roccia l'equivoco personaggio dopo avere cautamente esplorato i dintorni aveva fatto a più riprese col fazzoletto degli strani segnali verso il mare appena rischiarato dai primi albori e verso una villa bianca che si affacciava sulla strada di Anacapri.

LA GROTTA DEL BOVE MARINO
VI.

Castretta bussò alla nostra porta alle sette del mattino. Intanto dal balcone aperto ci giungeva questo dialogo tra Werkopfen e dei barcaioli.

— Ho bisogno di venti barche alla Marina grande per andare a visitare tutte le grotte di Capri.