Iea, balzando all'ascensore. Ciao! Ci vedremo pel thè. Vado a riposarmi. (Fa entrare la signora nella cabina dell'ascensore).

La signora. Ben gentile, grazie.

Io, seguendo con gli occhi fissi la manovra dell'altro. Perdio! Non ci avevo pensato. Quel mostro me la fa.

(Iea monta pure nell'ascensore e fa salire la cabina. Lo si vede che abbraccia fulmineamente la signora nel distacco dal suolo. La signora, d'un moto non meno fulmineo, estrae una piccola rivoltella e spara contro l'assalitore che si abbatte sul divano. Il tutto in una rapidissima e pure distinta visione).

Io, allibendo ma serbando una certa calma filosofica. Era di troppo lui, a quanto pare. (Grida). Signora, non voleva derubarvi, voleva solamente amarvi!

PAOLO BUZZI

IL PESCE D'APRILE

Atto 1º

La porta d'una chiesa di città. Una piazza. Case. Un palazzo prospiciente la chiesa. Andirivieni di gente. Suona il mezzogiorno dalla torre campanaria della chiesa.

Una dama in nero, staccandosi dalla folla e andando verso un Prelato che esce dalla chiesa. Monsignore!