Raggio. È qualche gatta che fa i piccoli...

Brina. È l'upupa... È innamorata dell'usignuolo, e gli piange dietro.

Raggio. Una strega centenaria innamorata di un bambino.

Pausa. Un cane abbaia a lungo, rabbiosamente. Brina ha un brivido di paura, si raccoglie le gonne intorno alle gambe, si stringe all'amante.

Raggio. Che cosa hai?

Brina. Quel cane...

Raggio. Ma è laggiù lontano in una cascina.

Brina. Come è lungo! Arriva fino qui; mi sento il suo muso aguzzo minaccioso intorno ai ginocchi, ho paura. Difendimi, ho paura!

Raggio. (facendo l'atto di scacciare il cane feroce). Via! Via! (Tira dei sassi). Ecco, vedi, è tornato al suo pagliaio, è diventato corto, non abbaia più.

Sta in ascolto. Fruscii misteriosi.