— Dio gli dia bene! Vita lunga e felice! Tutto quello che desidera!

— Vita lunga e felice! — balbettavano i piccini con le labbra paonazze.

Ma altri passanti si avvicinavano; e subito la cieca — falsa od autentica — mutava metro ripigliando il suo ritornello, senza transazione, parola per parola, come un fonografo.

Un pallido sorriso passò sulle labbra di Fausto.

La vita! l'eterna commedia!

Ed ecco a pochi passi di là un altro povero, col braccio al collo; e poi uno sciancato, una vecchia pellagrosa; e, immancabile, il vecchio cieco col solito cane, unica guida fedele.

Il mercato attirava quei disgraziati, istintivamente filosofi e osservatori; poichè, chi va al mercato per tentare un colpo cede facilmente alla superstizione e dà il suo obolo per timore di un cattivo augurio; e chi ritorna dall'aver fatto un buon affare apre facilmente il cuore alla pietà e ai sentimenti generosi.

Tutti d'accordo quegli affamati gettavano a Fausto l'eterno augurio.

— Vita lunga e felice... Tutto quello che desidera!...

Ma il pensiero del giovine medico, un istante distratto, tornò a concentrarsi.