La gelosia che dormiva in fondo al suo cuore come un mostro in un antro, si scatenò improvvisamente.

Lasciare vivere Argìa?... Lasciarla libera?

— Ah! no! no!

Non voleva morire solo.

Non voleva lasciarla vivere quella perfida, capace di dimenticarlo e di essere felice con un altro.

La odiava. L'amore e l'odio che da tanto tempo tenzonavano nell'anima sua, venivano nuovamente a formidabile conflitto.

Come sempre, vincevano tutti e due.

Ma in mezzo al tumulto di quel conflitto, la voce sommessa della coscienza riprendeva ancora la difesa di Argìa.

Argìa era innocente... Argìa doveva vivere, perchè il suo spirito era portato in alto dal soffio dei tempi nuovi: perchè vedeva la luce e intendeva la verità.

Ella doveva vivere per sè e per il suo bambino.