L'unica vera distrazione in quelle occasioni era per lei Vittorio; ma non le bastava. Avrebbe voluto qualche cosa di meglio. Con questo desiderio insoddisfatto ricadeva naturalmente nella noia; e annoiandosi osservava che sua sorella non pareva niente più soddisfatta di lei, e Fausto meno di tutti.
Che amore ingrugnito! E che famiglia noiosa e musona avrebbero fatto quei due! Già lei non sarebbe andata ad incomodarli! Una volta sola in casa, il babbo avrebbe dovuto occuparsi di lei... e allora...
Anche don Paolo almanaccava tra sè e sè nel suo letto.
Aveva peggiorato sensibilmente; il suo intelletto tramontava. Era senza forze, e non se ne accorgeva.
Tutti i giorni si faceva levare dal letto tre o quattro volte per mangiare una minestra, per bere una tazza di thè o di latte.
Lo prendevano in braccio, come un bambino in fasce, e lui s'illudeva ancora di muoversi da sè, di avere appena bisogno di un lieve aiuto.
Quando era seduto in poltrona pareva un fantasma.
— Sono le sei suonate: non verranno più stasera! — mormorò Amelia pestando i piedini nella cenere.
Argìa trasalì e tremò tutta.
— Le sei?... le sei?