Di Argìa neppur l'ombra.
In casa, non era. Bisognava cercarla fuori. Dove?
Uscì, risoluto a cercarla da per tutto.
Il sole, giunto all'estrema linea dell'orizzonte, illuminava tutto il cielo di una luce vivida, rossastra. La corte chiusa dall'alto muro era tutta in ombra, eccetto le cime dei due grandi alberi che da molti anni sorgevano nei due angoli estremi a Sud-Est e a Sud-Ovest eccetto il tetto della casa e i vetri di alcune finestre che scintillavano come tanti braceri. Già l'aria era fredda e impregnata del vapore vespertino; e l'erba, molle di rugiada.
Un brivido corse per l'ossa del giovine.
Argìa! Argìa!
Dove s'era nascosta?
Se non l'avesse amato più?.. Se non avesse voluto più saperne di lui?... Chi sa quante cose le avevano dette! Chi sa di quali vigliaccherie lo avevano accusato!... Ma perchè era egli stato tanto crudele con sè e con lei?... Perchè l'aveva lasciata così, senza una parola di conforto?... Sei mesi... sei lunghi mesi!.. e amandola tanto!..
Era stato uno scrupolo, un eccesso di lealtà. Finchè non era sicuro di poterla sposare, non aveva voluto legarla: non dare una promessa, prima di sapere se l'avrebbe realmente mantenuta.
E intanto forse ne aveva perduto l'amore!