— Non ti lascierò più.
E la voce commossa, solenne, palesò tutto il significato della promessa.
Il professore rabbrividì. Voleva parlare e si sentiva paralizzato.
Finalmente, Fausto disse:
— Professore, mi vuol sempre bene, vero? Non mi ha perso la stima?...
— Oh! Fausto!.. protestò il Pisani commosso.
E sebbene egli credesse di avere dinanzi a sè il seduttore della figlia sua, colui che aveva compromesso l'onore dei Pisani, sentiva in cuore — al posto della collera che avrebbe dovuto provare — una tenerezza infinita e qualche cosa di strano, di solenne che lo scuoteva e non avrebbe saputo esprimere nè spiegare.
— Ebbene... dunque — mi faccia una grazia... padre mio... faccia che io sposi Argìa... che ripari... il male... subito... subito... prima che venga la morte!...
— Oh! Fausto!... No!... No, Fausto!... — gridò Argìa fuori di sè.
Ma egli le impose silenzio con uno sguardo supplichevole, e si abbandonò sui guanciali stremato di forze.