XIII.

Le formalità indispensabili, la richiesta di permessi speciali, i preparativi di diverso genere, occuparono tutta la giornata.

IL professore e Vittorio Giudici giravano gli uffici pubblici; davano e ricevevano appuntamenti; scrivevano biglietti nelle anticamere dei pubblici funzionari occupati.

Appena era possibile correvano un momento a casa; si assicuravano dello stato di Fausto, e poi, via, di gran carriera, verso un altro punto della città.

La temperatura dell'ammalato era discesa di mezzo grado circa; sempre altissima, ma meno allarmante.

— È il cuore che mi fa paura; sempre il cuore! — diceva Fausto con un pallido sorriso.

E il professore crollava il capo dall'alto al basso, in segno di grave preoccupazione.

— Se il cuore resiste siamo salvi!...

La parte principale della cura era rivolta a sostenere quel povero cuore tanto bersagliato.

Ogni volta che Vittorio o il Pisani apparivano sulla soglia, Fausto li interrogava con lo sguardo ansioso.