— Zio!...

— Caro zio!...

Don Paolo stese le mani, quasi trasparenti, sulle due teste brune, in un gesto famigliare di benedizione e di tenerezza.

— Sono infermo... Non posso alzarmi... Me ne ero scordato!...

— Non è una infermità, è una convalescenza che si prolunga causa il freddo; tutto passerà con la bella stagione.

Il vecchio crollò il capo e osservò che a lui era sempre stato più favorevole il freddo. Perciò sperava poco. E poi... e poi... secondo lui, avevano sbagliata la diagnosi. Non conoscevano il suo temperamento. Certo, questo non faceva onore al professor Pisani, dopo tanto tempo che gli andava per casa!... Lui aveva sempre sofferto d'infiammazioni, e quello che faceva bene agli altri non conveniva a lui. Del resto, diceva che la sapeva lunga sui pregiudizi della scienza. Ammetteva che la medicina d'una volta avesse indebolita la gente a forza di salassi e purganti; ma la medicina moderna a sua volta non era buona per tutti i temperamenti. Ai vecchi come lui non giovava.

I medici moderni non vedevano che anemici e linfatici. Lui invece era sanguigno. Avrebbero dovuto levargli sangue appena gli era venuto il male. Sarebbe guarito! Ma un professore moderno sarebbe morto di vergogna, se avesse ordinato un salasso ad un vecchio. Anche la scienza aveva i suoi bigotti!

Fausto e Vittorio ascoltavano pazientemente, scambiando occhiate malinconiche. Quella era la fissazione del vecchio: credersi ammalato di pletora, mentre moriva di esaurimento!

Dopo un istante di silenzio l'abate ricominciava le sue requisitorie.

No, il buon Pisani non aveva capito niente questa volta. Eppure, altre volte l'aveva curato benissimo. Chi sa! Forse aveva cambiato sistema. Cambiavano sempre! Erano sempre alla ricerca di qualche cosa di nuovo.