Guardavano fuori della finestra nella strada e nella casa di rimpetto.

— Verranno poi?

— Certo. Andremo a fare una passeggiata, se lui ci lascia andar via presto.

Un leggero sorriso inarcò i piccoli baffi di Vittorio.

— Povero zio — continuò Fausto — la tabe senile lo fa impazzire anche lui. È triste la morte a quel modo.

La governante continuava a discorrere con don Paolo, mentre lo pettinava.

— Adesso è bello e all'ordine come un giovinotto. Vuole mangiare?

— Sì, ma accanto al fuoco.

Fausto andò a mettersi dietro alla poltrona per farla rotolare vicino al caminetto; mentre Vittorio sosteneva delicatamente le gambe intirizzite dell'infermo.

Quando fu a posto gli collocarono davanti una piccola tavola già apparecchiata, e la cuoca recò la minestra.