E non solo il fatto orrendo era vero, indistruttibile; non solo, ahimè!...

Il frutto di quell'infamia viveva nelle sue viscere.

La prima idea che le venne fu quella del suicidio; e per alcuni giorni la nutrì con ardore.

Voleva distruggersi: cancellare la colpa col proprio sangue.

Ma a poco a poco il suo coraggio diminuì, poi le mancò affatto. La disperazione acuta cedette il posto all'abbattimento; e una specie di torpore sempre più grave s'impadronì del suo corpo e della sua anima.

In tale stato ella era durata fino al giorno in cui Fausto si presentava improvvisamente dinanzi a lei.

Oh! come si augurò allora di essere scomparsa, sepolta!

Egli l'amava come prima: più di prima: i suoi occhi lo dicevano.

Vinti i contrasti, sormontate le difficoltà, egli si presentava a lei come un trionfatore; e nel suo viso raggiante sfavillava la gioia.

E lei, poverina, si sentiva come un cadavere a cui il destino perverso avesse lasciato — per colmo di malvagità — la facoltà di soffrire e l'apparenza ingannevole della vita....